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Austen, Jane - Orgoglio e Pregiudizio

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Recensione di "Orgoglio e Pregiudizio"
* Autore: Jane Austen.
* Titolo: Orgoglio e pregiudizio.
* Casa editrice: Garzanti.
* Anno di pubblicazione: 1997 (prima edizione in lingua originale: 1813).
* Genere: romanzo sentimentale.

Indice
* Il contesto storico-culturale dell'autore
* Vita dell'autore
* Trama
* Contesto storico del libro
* Personaggi
* Il personaggio nella situazione iniziale e in quella finale
* Rappresentazione del tempo
* Rappresentazione dello spazio
* Linguaggio

Il contesto storico-culturale dell'autore
Jane Austen visse tra il 1775 e il 1817, in un periodo di grandi cambiamenti sociali e politici in Inghilterra, che solo in parte coinvolsero la scrittrice, si perché la sua vita fu molto breve sia perché visse principalmente in provincia. Nel 1702 salì al trono Anna Stuart, figlia minore di Giacomo II. Poiché Anna aveva perso tutti i suoi figli, nel 1701 il Parlamento, per evitare il ritorno dei cattolici Stuart, emanò un atto che affidava la successione ai protestanti Hannover. La Scozia esitava però ad approvare l'atto, come aveva fatto con la dichiarazione dei diritti, nel 1689. Per superare la crisi, gli inglesi decisero di unire i due regni e promulgarono l'Atto di Unione (1707) che creava il regno di Gran Bretagna.

Uno degli scopi dell'unificazione era il rafforzamento del paese, impegnato nella guerra di Successione spagnola (1701-1714). Il regno di Giorgio I, succeduto alla regina Anna, ebbe due importanti crisi che lo segnarono: 1) La rivolta giacobita del 1715 da parte dei seguaci di Giacomo Edoardo Stuart e 2) Il crollo finanziario della Compagnia dei Mari del Sud, nel 1720. La maggioranza dei cittadini che non godeva del diritto di voto aveva la possibilità di rivolgere istanze, di far parte delle giurie nei processi e di ottenere garanzie contro l'arresto arbitrario. Pieni privilegi politici erano riconosciuti solo agli appartenenti alla Chiesa anglicana.

Fra il 1739 e il 1763, la Gran Bretagna fu quasi ininterrottamente impegnata nei conflitti.

La guerra di successione austriaca si concluse con il trattato di Aquisgrana (1748) che, per quanto riguardava la Gran Bretagna, ristabiliva lo status quo territoriale. La guerra dei Sette anni (1756-1763), oppose la Gran Bretagna, alleata della Prussia, alla coalizione di Francia, Austria e Russia. Con il trattato di Parigi (1763) la Gran Bretagna ottenne tutti i possedimenti francesi in Canada e a est del fiume Mississippi, nonché la maggior parte dei territori francesi in India. La Spagna, che era entrata in guerra a fianco della Francia nel 1762, dovette cedere la Florida. Il trattato di Parigi costituì un trionfo diplomatico che segnò l'apice dell'impero britannico nel XVIII secolo. La scoperta di un vaccino contro il vaiolo, da parte di Edward Jenner, nel 1796, contribuì a un progressivo incremento demografico in Gran Bretagna. La trasformazione dell'economia si accelerò negli ultimi decenni del Settecento, quando James Watt perfezionò il motore a vapore e nuove invenzioni permisero di meccanizzare la lavorazione del cotone. Nel XVIII secolo aumentò sensibilmente la popolazione europea, soprattutto in Inghilterra, e il commercio con le Americhe diventò sempre più redditizio, specie dopo che si diffuse il cosiddetto commercio triangolare, un tipo di commercio che permetteva al mercante di guadagnare cifre immense esportando merce di poco valore, trasportando schiavi neri in America e importando da lì mercanzie pregiate per rivenderle sul mercato europeo. L'aumento di popolazione in Europa fece crescere la domanda di merci. Per questo motivo crebbero anche i prezzi e si impose la necessità di produrre di più e più rapidamente. Questo spinse gli uomini ad elaborare nuove tecniche di produzione. Inoltre i ricchi mercanti che avevano guadagnato grandi somme con il commercio triangolare disponevano di capitali da investire nei settori produttivi. L'insieme di questi fattori dà origine in Inghilterra alla Rivoluzione industriale. Questa ha inizio nel settore tessile con la creazione di filatrici e di telai più sofisticati di quelli antichi. Ma la vera conquista tecnica che accelerò il processo industriale fu la macchina a vapore, utilizzata prima per azionare le pompe che estraggono l'acqua dalle miniere e poi per far funzionare le fabbriche. Tuttavia il settore trainante dell'industria inglese era quello siderurgico, specialmente dopo che venne messo a punto un carbone da utilizzare negli altiforni, il coke. Il sistema di fabbrica cambiò radicalmente la vita degli uomini: gli operai, uomini e bambini, erano costretti a lavorare in ambienti malsani per più di 14 ore al giorno per un salario bassissimo. Di pari passo all'industria, in Inghilterra progredì anche l'agricoltura: le terre comuni vennero recintate, si formarono grandi proprietà gestite dai borghesi, vennero inventati nuovi at­trezzi da lavoro, i campi vennero concimati più abbondantemente. Inoltre dall’America giunsero in Europa nuove colture, come quelle del mais e della patata. Fra il 1760 e il 1830 la produzione di tessuti in cotone si decuplicò, diventando la voce principale dell'esportazione britannica; grazie a ulteriori invenzioni crebbero notevolmente anche la produzione di acciaio e l'estrazione di carbone. Non più tardi del 1830 questa rivoluzione industriale riuscì a fare della Gran Bretagna l'"officina del mondo". La popolazione di Londra, stimata intorno ai 600.000 abitanti nel 1701, era cresciuta a 950.000 nel 1801 e a 2,5 milioni nel 1851, facendo della capitale britannica la più grande città del mondo. La popolazione complessiva della Gran Bretagna aveva raggiunto fra il 1751 e il 1801, i 10,7 milioni di unità, e raddoppiò fra il 1801 e il 1851. Inoltre, la Gran Bretagna era ormai il primo paese al mondo in cui la popolazione urbana superava quella rurale.
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