Un anno a Pietralata di Albino Bernardini

- Nome e cognome dell’autore: Albino Bernardini
- Informazioni sull’autore: Albino Bernardini è uno scrittore italiano nato nel 1917 in provincia di Nuoro (NU), ha vissuto per più di quarant'anni a Roma; nel 1960 si trasferisce in provincia di Roma, dove insegna in una scuola elementare nella borgata romana di Pietralata. Ha scritto diverse opere ma quella più importante, e forse più nota, è il romanzo Un anno a Pietralata: romanzo nato dall’esperienza avuta a Pietralata. Muore il 31 marzo 2015 a Tivoli, all’età di 98 anni.
- Titolo: Un anno a Pietralata.

- Casa editrice: Feltrinelli.

- Luogo e data di edizione: Firenze,1968.

- Genere: Romanzo.

- Riassunto: Nel romanzo, l’autore racconta la propria esperienza come insegnante a contatto con la violenta e problematica realtà della scuola della periferia romana. L'approccio che ha con gli allievi, il modo in cui concepisce il proprio lavoro, la fatica che accetta ed il piacere che vi trova, rende questa esperienza unica, diversa da quella di tanti 'funzionari' che ripetono un mestiere equivalente a mille altri. Per il “maestro” l'insegnamento è un impegno civile, lo studio è un dovere ma anche un diritto: lui cerca di invogliare sempre di più gli alunni a venire a scuola e ad ascoltarlo, e piano piano ci riesce, ingegnandosi a capire ciò che piace loro per non farli mai annoiare. Insieme ai suoi dodici studenti (di cui la maggior parte ripetenti), nonostante le critiche dei colleghi, il maestro continua a inseguire lo stesso desiderio, animato dalla propria passione per l'insegnamento. E così, in una realtà tanto difficile, egli trova nella propria umanità la via per arrivare all'umanità dei ragazzi facendoli crescere interiormente.

- Temi: Nel romanzo si fa larghissimo uso del dialetto parlato dai ragazzi: un “romanesco” che rappresenta l’anarchia degli alunni in tutti i punti di vista. Non si tratta però soltanto di un linguaggio, bensì di un “modello culturale” e questo Bernardini lo ha capito perfettamente. Lui non li considera mai “nemici” così come lui non ha mai cessato di considerarli “uomini”. Nutre grande ammirazione per quei ragazzi “fieri e gagliardi” non si piegano alla prima minaccia e non cedono alla prima sconfitta. Bernardini descrive la sua esperienza per quella che è senza nulla abbellire, confessando i suoi fallimenti e le sue cadute. Spesso preferisce i suoi alunni ai colleghi perché trova una grandissima differenza tra un 'maestro' e un 'insegnante' ed è esattamente questo che il romanzo intende mettere in risalto, ovvero che ci sono molti “insegnanti” ma pochi “maestri” . Essere un maestro per Bernardini è tutt’altro che semplice, infatti bisogna avere competenze didattiche e disciplinari da aggiungere alle proprie qualità umane e personali, capace di coinvolgere e di appassionare allo studio, di educare al rispetto, alla convivenza, alla ricerca di valori positivi, cose che in quel periodo appartenevano a una cerchia ristretta di persone.

- Narratore: Il narratore è interno ed è interpretato da Bernardini. Anche la focalizzazione è interna.

-Tempo della storia e del racconto: il tempo della storia è più lungo del tempo del racconto, infatti sono presenti ellissi, attraverso le quali l’autore omette una parte della storia per accelerare il racconto (ciò si nota soprattutto negli ultimi capitoli del romanzo)

- Luogo e tempo storico in cui è ambientata la vicenda:
il romanzo è ambientato principalmente nella borgata romana, Pietralata, ma anche nei dintorni in alcune occasioni.

Personaggi

Personaggi principali

“Maestro”: il protagonista. È un personaggio caratterizzato da una forte personalità, in grado di mantenere sempre la calma anche nelle situazioni più difficili. Ha sempre la situazione sotto controllo e sta sempre un passo avanti a tutti; riesce a farsi rispettare e coinvolgere gli studenti allo studio con entusiasmo. Crede nel suo lavoro e nei suoi ideali senza mai cadere nello sconforto.

Personaggi secondari

Alunni: Essi sono contraddistinti da un larghissimo uso del dialetto romano, infatti spesso vengono usate espressioni tipiche della borgata, a volte anche particolarmente colorite. Alcuni di loro si trovano coinvolti in vicende accadute fuori dalla scuola che diventano oggetto di discussione in classe con critiche e risate dei compagni. Durante la narrazione subiscono un radicale cambiamento dal punto di vista psicologico che li porta a una crescita importante per il loro futuro. Il “maestro” verrà sempre ricordato dagli alunni perché di spirito buono, diverso da tutti gli altri “insegnanti” che vengono visti come dei “nemici” da combattere e dar loro filo da torcere.

Commento

E' un libro forte, caratterizzato dai dialoghi in dialetto romano, che riesce a non porsi come un trattato istruttivo, ma come la narrazione di una concreta esperienza di vita, in cui i personaggi della periferia romana sono i veri protagonisti, con le loro inevitabili caratteristiche di violenza e di disagio sociale, ma anche con la loro fierezza e il loro orgoglio.

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