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Andrea De Carlo - Due di due

Sintesi della storia
Due di Due è un libro che parla della profonda amicizia nata tra due liceali.
I giovani sono Mario e Guido Laremi che da semplici compagni di classe sono diventati, pian piano, superando timidezze iniziali, amici inseparabili nonostante le diverse scelte di vita.
Guido e Mario avevano molte passioni in comune, durante gli anni delle contestazioni nel loro liceo Berchet, condividevano le stesse opinioni politiche; entrambi desideravano la libertà .
Mario riuscì a trovarla “fuggendo” da Milano e stabilendosi in campagna .
Egli incontrò la sua anima gemella, Martina, che lavorava in una libreria, dalla quale ebbe due gemelli: un maschio, Guido, ed una femmina, Chiara.
Guido invece girovagò per molti Paesi cambiando spesso lavoro .
Una volta in Australia però, si legò particolarmente a una ragazza di nome Laurie , ma lei lo lasciò.

Dopo aver vissuto con la famiglia di Mario si sposò con Chiara, sorella maggiore di Martina.
I due ebbero un figlio Giuliano, che però non riuscì a risaldare i rapporti tra i genitori i quali, infine, divorziarono.
Guido divenne alcolizzato ed un giorno, mentre viaggiava verso Milano, ebbe un incidente stradale nel quale perse la vita.

Analisi della trama
Questo libro narra la profonda e intricata amicizia nata tra i due protagonisti della storia.
Guido e Mario si conoscono per caso in una quinta ginnasio del liceo Berchet, dove Guido è stato trasferito.
I due diventano compagni di banco e scoprono di avere molte idee in comune, ad esempio che la scuola sia un’inutile perdita di tempo.
Inizialmente la loro amicizia è solo tra le mura scolastiche, ma con il passare del tempo i due diventano intimi e si frequentano anche fuori dal liceo.
Durante questo periodo adolescenziale Guido, sicuro di sé, fortunato con le ragazze ed apparentemente indipendente diviene l’esempio da seguire per Mario, che si sente ostacolato dalle aspettative dei propri genitori e che non riesce ad allontanarsi totalmente dal mondo reale, come invece fa l’amico.
Gli anni dell’ adolescenza li vedono partecipare a varie manifestazioni, la loro vita è movimentata e ricca di nuove esperienze, sia dal punto di vista sentimentale, che da quello scolastico.
Solo Guido ha il coraggio di lasciare la scuola, mentre Mario finisce il liceo e si iscrive all’università alla facoltà di filosofia.
Il rapporto di amicizia fra i due ragazzi è pervaso da un lato dalla profonda insicurezza di Mario che si lascia trascinare dalle scelte e dalle idee di Guido e dall’altro dalla necessità di Guido di avere un sostegno morale- psicologico alle sue decisioni.

I giovani si rincontrano dopo un po’ di tempo trascorso senza sentirsi e programmano un viaggio in Grecia.
Arrivati nell’isola di Lesvos fanno la conoscenza di molte persone; Mario riesce a conquistare una giovane francese che, però, Guido gli porta via da sotto il naso.
Deluso dal comportamento dell’amico chiama la fidanzata, Roberta, affinché lo raggiunga in Grecia.
Una volta tornati a Milano i due si lasciano.
Mario , allontanatosi da Guido , conosce un ragazzo di nome Aurelio, che fuma hashish come una ciminiera, di cui diventa amico e con il quale decide di partire alla volta dell’Afganistan, del Pakistan e della Jugoslavia.
Il viaggio si concluse in Turchia dopo infiniti litigi per i soldi.
Il secondo marito della madre di Mario muore d’ infarto, lasciandogli una piccola eredità con l’indicazione di utilizzarla “per farne qualcosa di convincente”.
Mario quindi decide di lasciare l’Università.

I protagonisti sono ormai adulti ; Mario è cambiato: ora è capace di realizzare i propri sogni ,andando a vivere in una sperduta località e dedicandosi alla coltivazione di prodotti naturali con mezzi naturali, come per purificarsi anima e corpo, vivendo in isolamento; Guido invece gira per il mondo come una trottola in compagnia di ragazze sempre diverse.
Mario trova la donna della sua vita, Martina dalla quale ha due gemelli: Chiara e Guido .
Egli diventa il punto di riferimento di Guido che vede in lui un equilibrio e la tenacia necessaria a realizzare le proprie ambizioni.

Guido, difatti, non ha per niente mutato il suo modo adolescenziale di agire e di pensare, non riuscendo a dare una svolta definitiva alla sua sconclusionata vita.
In Australia sembra aver trovato l’amore, ma purtroppo la donna, Laurie lo scarica.
Così si trasferisce a casa di Mario e vive assieme alla sua famiglia.
Tra lui e Chiara, sorella di Martina nasce un rapporto fatto di sguardi e piccoli gesti, che non passano inosservati.
Werner, il compagno di Chiara, si sente vinto in un’ ”inconsapevole” duello d’amore, incapace di tenersi stretto la donna a lui cara ed abbandona la casa.
Chiara e Guido si sposano e vivono con Martina e Mario.
Solo nella scrittura Guido sembra trovar interesse.
Il suo primo libro, “Canemacchia”, si rivela un vero successo, ma il secondo non riscuote lo stesso risultato e viene ampiamente criticato.
Anche la sua situazione familiare va logorandosi nonostante la nascita di Giuliano, ed in seguito i due divorziano .
Chiara, depressa, riversa la sua attenzione sul lavoro e ricopre di attenzioni il figlio, mentre Guido, ormai alcolizzato, lascia Milano per recarsi a Roma a seguire le registrazioni di un film sul suo primo libro, va a vivere con una giovane spagnola, cerca di riconquistare il figlio, ma senza successo.
Mario raggiunge risultati ottimali con la sua cooperativa agricola.
Guido, invece, mentre guida per raggiungere Milano viene coinvolto in un incidente stradale e muore.
Mario brucia la casa costruita appositamente per Guido in un impeto di rabbia, dolore e sofferenza: ormai non erano più due di due.

Commento personale
Ho trovato trovato questo libro molto “impegnativo” e “pesante”, poiché, a mio parere è troppo statico e preciso nei particolari delle descrizioni.

La prima parte procede molto a rilento e per comprendere meglio la storia bisogna rileggere più volte, poiché si tende a perdere il filo del discorso a causa delle descrizioni “troppo lunghe”.
Nella seconda , forse perché più coinvolgente, la lettura è piacevole, senza troppe “interferenze”.
Ho apprezzato di più la storia che il modo di scrivere di De Carlo e spero che, se in futuro mi capiterà di leggere un altro suo libro, sia uguale dal punto di vista morfo-sintattico.

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