Ominide 50 punti

Analisi completa dei personaggi di Ivanhoe

Wilfredo di Ivanhoe: il protagonista del libro è l'eroe sassone Ivanhoe figlio di Cedric. Il protagonista non viene descritto approfonditamente da Scott come tutti gli altri personaggi, ma lo descrive come un ragazzo dai: "... lineamenti belli, sebbene abbronzati dal sole , di un giovane di venticinque anni, tra una profusione di capelli corti biondi....", Ha capelli corti biondi. Indossa quasi sempre l’armatura. E’ il figlio di Cedric; con suo padre ha avuto un diverbio in seguito alla partenza del ragazzo per la Terrasanta col re.
E’ un prode cavaliere sassone valoroso e coraggioso, a tal punto che quando e’ in atto il suo combattimento gli spettatori “..diedero un unanime e involontario grido esprimendo cosi la loro ammirazione ed il loro piacere..”, che lotta a favore del re Riccardo, da cui solo è superato in forza e potenza, si dimostra sempre fedele al suo re, oltre che saggio consigliere nelle sua imprese.
Descritto direttamente per quanto riguarda la descrizione fisiologica, manca la descrizione psicologica, però, osservando alcuni suoi comportamenti, possiamo intuire che e un personaggio leale e orgoglioso (esempio quando non vuole riscattare le armi di Brian De-bois Gilbert ma preferisce scontrarsi con lui per stabilire definitivamente la supremazia di uno o dell’altro) che ama mettersi alla prova e non teme il pericolo e la morte (“..sono preparato più di te ad affrontare la morte…“). Non e’ intimidito dall’alta aristocrazia Normanna e tanto meno dall’ordine del priorato di Sion, tanto che arriva addirittura a sfidare uno dei membri piu’ in vista per portare avanti i suoi obbiettivi e già all’inizio della sua avventura si scontra con il templare Bois Gilbert in difesa di re Riccardo e dei suoi seguaci ed arriva addirittura ad impegnare una reliquia sacra con quest’ultimo in previsione di una futura sconfitta. Il personaggio viene presentato dal narratore stesso prima sotto le spoglie di un pellegrino ( …”un mantello di rozza sargia nera avvolgeva tutto, simile al mantello di un moderno ussaro e dotato egualmente di una mantellina che copriva le braccia……”, ma solo dopo che questi ha compiuto già diverse azioni sotto l’aspetto di cavaliere :”….sembrava di costituzione robusta e massiccia.La sua armatura era di acciaio riccamente ageminata d’oro e la divisa del suo scudo era una quercia strappata dalle radici con la parola spagnola desdichado che significa “diseredato”.
Durante il torneo emerge anche la sua grande onesta’ quando invece di approfittare della situazione di svantaggio dell’avversario il cui cavallo si era impennato “..il diseredato alzo’ la lancia ed oltrepasso’ il suo avversario senza toccarlo…” e la sua gentilezza nel momento in cui ,costretto dalla sua situazione di diseredato, deve accettare il riscatto dei cavalieri sconfitti; infatti lui riceverà soltanto la meta’ della somma stabilita, l’altra parte darà ordine di distribuirla “..tra gli araldi, i menestrelli, e gli uomini del seguito…”
Rimasto ferito dopo aver vinto il torneo, verrà curato dall’ebrea Rebecca, figlia di Isaac, innamorata di lui ma non ricambiata anche perchè di stirpe ebrea. In questa fase di convalescenza Ivanhoe non riesce ad adattarsi a un periodo di riposo ma si pente di essere ferito e quindi di non poter combattere contro De Boeuf, dimostrando cosi il suo carattere impetuoso.
Non ancora guarito, partirà a cavallo per salvare la giovane ebrea condannata al rogo, ricambiando così il suo aiuto. Alla fine, dopo molte peripezie, giungeranno le tanto sospirate nozze con la bella Rowena e il perdono del padre Cedric. E’ un personaggio a tutto tondo.

Frate Tuck, il Chierico di Copmanhurst, o meglio frate Jack come si era fatto chiamare dal cavaliere Nero prima di rivelarsi, era un uomo “.. grande e tarchiato nella sua tonaca di tela di sacco con il cappuccio stretta alla vita da un cordoncino…”e in seguito “…mostro’ una testa rotonda che apparteneva ad un uomo nel fiore degli anni….”, amante della caccia e del vino.faceva parte della compagnia di fuorilegge guidata da Robin Hood; infatti “….non mostrava segni dell'austeriità monastica o di privazioni ascetiche, ma aveva un'espressione aperta e cordiale, con folte sopracciglia nere, una fronte spaziosa e guance piene e rubizze dalle quali scendeva una lunga barba nera e arricciata…”

E’un personaggio comico se si pensa che la sua professione di frate non gli impedisca di cacciare cervi, bere vino in abbondanza e dedicarsi ad attività poco consone per un frate. Utilizzando un certo magnanimo“guardaboschi” come donatore di fieno,vino,e di pregiato cibo. Oltre le sue ottime abilita’ in campo culinario,la sua grande stazza e il molto tempo che dedicava all’utilizzo di armi a scapito delle attività religiose, fanno si che sia un prode combattente come si dimostra nella battaglia contro il castello di front Boeuf. Questa grande dedizione nei confronti delle armi viene notata anche dal cavaliere nero che ospite del frate vede un ripostiglio da cui “tiro’ fuori due spade e due scudi del tipo usato dalle genti di campagna……noto’ che questo nascondiglio conteneva anche due o tre lunghi archi,una balestra, un mazzo di frecce e una mezza dozzina di fasci di frecce d’acciaio”
Il divertimento provato da Riccardo nel provocare il frate e la scarsa sobrietà di quest’ultimo fanno si’ che tiri un pugno a re Riccardo che ricambiando lo stende al suolo.
Questa è solo una delle molte situazioni comiche che caratterizzano questo personaggio

Registrati via email