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L'Agnese va a morire

‘L’Agnese va a morire’ è un romanzo storico scritto da Renata Viganò e pubblicato per la prima volta nel 1949 a Torino dalla casa editrice Einaudi.
Questo romanzo racconta di una donna di mezz’età, Agnese, che da una vita tranquilla accanto al marito, passa dapprima a una vita sotterranea come collaboratrice dei partigiani e poi a una clandestina insieme alle truppe della Resistenza.
Le vicende iniziano con la deportazione del marito di Agnese, Palita, un’intellettuale membro della Resistenza; la vita della donne viene sconvolta, per questo si unisce ai compagni del marito. Lei diventa così protagonista della vita caratteristica dei partigiani: Agnese fa la ‘staffetta’ da un paese all’altro per portare cibo, notizia e armi. La sua vita continua così per sei mesi e in questo periodo viene a conoscenza della morte del marito, ucciso mentre stava per essere portato in un campo di concentrazione.
Un giorno un soldato tedesco uccide per gioco la gatta nera di Agnese e Palita. La notte lei uccide il militare rompendogli la testa con il mitra; così scappa e si da alla macchia, entrando a far parte della vita clandestina della Resistenza. Dopo questo gesto diventa ‘mamma Agnese’, che vive con i Partigiani, fa da mangiare, lava, stira, ecc. per loro.
Due volte rischia di essere catturata due volte si salva in maniera fortuita. La terza volta viene rastrellata per caso in un paese dove non conosce nessuno.
Le vicende narrate si svolgono dal settembre del 19473 alla primavera del 1945. Al storia si svolge nelle valli del Comacchio.
Tra i vari personaggi Agnese è la protagonista. Il suo carattere, le sue abitudini rivelano le sue origini e la mostrano come donna dura, silenziosa, scontrosa e impacciata; però, i suoi sentimenti sono istintivi e, di conseguenza, è generosa e ospitale ma anche fredda e crudele.
Un altro personaggio importante è il ‘comandante’. E’ un intellettuale, viene descritto fisicamente ‘piccolo, piccole mani, capelli biondo-grigio e il suo tratto distintivo è la voce fredda, pacifica, dolce e amara’.
Altre figure importanti erano i partigiani: ‘la forza della Resistenza era questa: essere dappertutto, camminare in mezzo ai nemici, nascondersi nelle figure più scialbe e pacifiche (…). Ogni uomo poteva essere un partigiano, poteva non esserlo (pag 158-160’.
‘L’Agnese va a morire’ è sicuramente un capitolo importante della letteratura delle testimonianze. La sua caratteristica è quella di essere stata scritta a brevissima distanza dagli avvenimento, manifestando così un crudele realismo.
Questo libro è piuttosto pesante, in quanto tratta di argomenti duri, però è anche molto interessante per i fatti e la realtà che narra.

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