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Bertolt Brecht - Ricordo di Maria A.

La poesia

Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l'amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d'estate
c'era una nube ch'io mirai a lungo:
bianchissima nell'alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.

E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell'amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l'ho baciato un giorno.

Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall'alto.

Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.

Dialogo

In questa poesia insolitamente non didascalica(cioè che non intende spiegarci nulla sulla realtà storica), sembra dialogare con un amico/a ricordando un attimo di fugace felicità della sua lontana giovinezza.

Il ricordo

Rievoca un amore del quale tuttavia non ricorda quasi nulla, se non ch'egli la baciò un giorno sotto un susino. Quel che ricorda, invece, è un dettaglio: una nuvola bianca che correva nel cielo e che ad un secondo sguardo era già sparita. Quanto di più effimero.

I Sentimenti

Il sentimento, il tono di questa poesia è disincantato; Brecht riconosce pacatamente, senza troppo soffrire (apparentemente, senza troppo rimpiangere la fugacità di quello che viviamo, in particolare dell'amore, il sentimento eterno per antonomasia, figura retorica che consiste nell'utilizzo di nomi comuni per indicare nomi propri. Esempio di antonomasia: Il Poeta=Dante).
Il disincanto è un tipo di reazione, di atteggiamento che ci induce a riconoscere i limiti della vita, della realtà d noi stessi senza dolercene troppo. La realtà, la vita, gli uomini sono così e basta. L'autore neppure ricorderebbe Maria A. se non fosse per quella bianchissima nuvola, alta nel cielo, sopra i rami del susino.

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