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Catullo

Catullo è uno dei poeti più interessanti della letteratura romana del primo secolo a.C., certamente il più giovane e affascinante. Appartiene ai "poetae novi", cioè a quel gruppo di giovani intellettuali che rinnovano la poesia cantando l'amore, l'amicizia, il gioco e i sentimenti profondi con metri greci molto raffinati. Gaio Valerio Catullo è un provinciale, nasce a Verona da una famiglia ricca e importante e va a Roma dove si istruisce nelle varie forme letterarie. E' affascinato dalla letteratura greca e ne studia e ne traduce le opere poetiche più importanti. Catullo è ricordato per la grande passione che lo contraddistingue per una donna adulta, nobile e corrotta, Clodia, che egli chiama col nome di Lesbia. La passione che il giovane Catullo prova e canta per Lesbia, per un certo periodo affascina la donna che ricambia il sentimento, ma presto lei, corrotta e donna navigata, si stanca di questo amore e lo tradisce più volte. Catullo non sa, non vuole sapere e non vuole credere agli amici che cercano di farlo ragionare, e quando purtroppo si rende conto di come stanno le cose è distrutto, fa un lungo viaggio all'estero, ma non riesce a dimenticarla. Tornato a Roma muore ancora giovane consumato da questa passione. Lo stile di Catullo è molto elegante, talvolta ricercato e talvolta semplice, sempre molto raffinato. Le opere che piacciono di più sono le composizioni per Lesbia in cui egli esprime tutta la complessità del sentimento amoroso, dai primi momenti alla passione più travolgente e più dolorosa. Ma Catullo canta anche l'amicizia, la gioia di vivere, gli scherzi con gli amici e l'amore per la cultura.

Il Liber catulliano è la raccolta di tutte le poesie dell'autore di cui una grande parte è costituita dalle poesie dedicate a Lesbia.

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