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Processi condotti di Cicerone

Pro Roscio
Cicerone accetta di difendere Sesto Roscio, accusato di parricidio: il padre era stato ucciso da due suoi parenti in combutta con un liberto di Silla, che inserì poi il nome dell’ucciso nelle liste di proscrizione per impadronirsi dei suoi beni. Cicerone ottenne grande successo.

Verrine
I Siciliani proposero a Cicerone di occuparsi del processo contro Verre, che aveva sfruttato la provincia con rapacità. Cicerone raccolse le prove in poco tempo e dopo solo pochi giorni Verre, schiacciato dalle accuse, fuggì in Italia. Lo stile è già maturo, ha eliminato esuberanze, sintassi duttile, maestro nell’arte del ritratto: Verre è tiranno avido, disteso sulla lettiga.

Pro lege Manilia
Cicerone nel 66 parlò in favore del progetto di legge presentato dal tribuno Manilio, che prevedeva la conessione a Pompeo di poteri straordinari su tutto l’Oriente per affrontare Mitridate, re del Ponto.

Pro Murena
Cicerone difende Murena, console designato per l’anno successivo, dall’accusa di corruzione elettorale con ironia.

Pro Archia poeta
Cicerone difende il poeta Archia dall’accusa di usurpazione della cittadinanza romana.

Pro Caelio
Cicerone per difendere Celio, giovane amante di Clodia, da accuse di tentato avvelenamento di Clodia, attacca quest’ultima. La descrive come una meretrice, che ha rapporti incestuosi con Clodio. L’orazione è tra le meglio riuscite in quanto C. riesce a dipingere uno spaccato della società romana del suo tempo.

Pro Milone
Accusato dell’assassinio di Clodio del 52, Cicerone nonostante l’orazione fosse un capolavorò, fallì di fronte ai giudici per via della situazione in cui si trovava Roma e Milone dovette fuggire in esilio.

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