blakman di blakman
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Povero Catullo,basta con le follie

Povero Catullo, basta con le follie,
ciò che è finito, convinciti è finito.
Un tempo brillarono per te limpidi giorni,
quando correvi dove voleva la ragazza
da te amata come nessuna sarà mai amata.
E là quante dolcezze nei giochi d'amore
che tu volevi allora e lei non rifiutava.
Davvero brillarono per te limpidi giorni!
Ma ora non vuole più, e tu cerca di vincerti
e mostrati indifferente come lei
e non seguire i suoi passi se ti fugge
e non tormentarti più, ma, ostinato, resisti.
Addio fanciulla, ormai Catullo è deciso,
non tornerà a cercarti, non ti vuole per forza.
Ma tu soffrirai se non sei desiderata.
Chi ora verrà da te? E per chi sarai bella?
E chi amerai? E di chi si dirà che tu sei?
Chi bacerai? A chi morderai le labbra?

Ma tu, Catullo, ostinato, resisti.


Nell'esperienza lirica di Catullo l'amore è soprattutto struggimento interiore.Infatti,ai pochi momenti di gioia e serenità,che solo esso sa dare,fanno subito riscontro il dolore ed il tormento,che sceturiscono dal contrasto tra l'ideale di amore eterno del Poeta e la capricciosa volubilità della sua compagna. Il componimento, tradotto dal latino dal poeta contemporaneo Salvatore Quasimodo, esprime proprio i sentimenti contrastanti che agitano il cuore di Catullo,posto di fronte al crollo del proprio sogno d'amore con Lesbia.

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