I poetae novi - fine del II e inizio del I secolo a.C. - nascita della poesia lirica.
Cicerone li chiamò anche neoteri con spregiudicatezza. Novi nel senso di estranei alla tradizione, quindi inauditi. La loro non era una scuola, quanto un circolo (o cenacolo) letterario formato da un gruppo di poeti con gli stessi gusti ed esperienze: erano uniti da un patto d’amicizia. [Informazioni dal Liber di Catullo]
Poetica: poesia dei neoteroi è ispirata a concezioni alessandrine (= ellenistiche). Legata a cultura greca sia classiche sia ellenistica.
Callimaco: padre dell’estetica alessandrina. Componimenti brevi; tecnica raffinata con rifiuto di grandiosità e magniloquenza => epica improponibile. Era orientato verso forme agili e meno impegnative (epigramma, giambo, epillio - piccolo poema epico -, elegia).
+ Canoni comuni della poetica neoterica: raffinata elaborazione stilistica (si tratta di poesia “leggera” per i contenuti, non per la forma!); la dottrina (mito, geografia, linguaggio) infatti venivano chiamati “docti”; la brevità dei componimenti che potevano portare a far brillare di perfezione.

Esponenti del circolo di amici:
Elvio Cinna (Brescia), scrive un poemetto (brevità, raffinatezza) mitologico (dottrina), la Zmyrna, il manifesto letterario del movimento neoterico, di cui ci restano solo tre versi. Il titilo è ricercato (variante preziosa di Myrrha. eroina innamorata del padre, trasformata in pianta).
Valerio Catone, notevole rappresentante dei poetae novi. Originario della Gallia Cisalpina (Italia sett.) era un grammatico. Scrisse due operette e ci restano solo i titoli: Lydia (raccolta di elegie) e Dictynna (epillio su mito greco di metamorfosi).
Furio Bibàculo (Cremona), fra tradizione enniana e neoterismo, ha composto violenti epigrammi satirici contro Ottaviano. Opera in prosa, “Veglie”, ci rivela il carattere erudito. Autore di un poema, Annales, e un poemetto mitologico, Etiòpide.
Varrone Atacino (Francia meridionale), tra tradizione enniana e neoterismo, ha scritto un poema epico-storico. Traduce le Argonautiche di Apponio Rodio, e scrive due poemetti epico-didascalici di argomento geografico e astronomico. Scrisse anche elegie d’amore per Leucadia.
Licinio Calvo, coetaneo di catullo, scrive elegie d’amore. Apparteneva a un’illustre famiglia romana e fu oratore. Come Catullo, scrisse epigrammi, epitalami, epilli ed elegie. Ci resta un epigramma satirico contro Pompeo, accusato di tendenze omosessuali. Aveva dedicato le elegie alla memoria della moglie (morta) Quintilia, chiamata con il vero nome.

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