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Cornelio Nepote

La vita


Cornelio Nepote nacque attorno al 100 a.C. nella Gallia Cisalpina e successivamente si trasferì a Roma dove fu amico di Tito Pomponio Attico e nella sua villa venne a contatto con Cicerone, Ortensio e Varrone. Passò tutta la vita lontano dalla politica attiva dedicandosi agli studi letterari. Visse da Tito Pomponio Attico e morì durante il principato di Augusto nel 27 a.C.

L'opera sui personaggi illustri

L'unica opera di Nepote parzialmente conservataci è il De viris illustribus, una raccolta di biografie in almeno 16 libri, raggruppate per categorie: sovrani, generali, storici, oratori, grammatici, poeti, sia romani che greci. Noi possediamo il libro dedicato ai condottieri stranieri per lo più greci. Inoltre ci sono anche rimaste le vite di Catone il Censore e di Attico, tratte dal libro dedicato agli storici romani. Le vite non presentano una struttura fissa e gli episodi descritti non hanno un ordine cronologico naturale. Nepote ricorre spesso all'aneddoto per dettagliare il quadro della singola personalità. La scelta di considerare anche personalità illustri non romane è indice della volontà dell'autore di proporre una comparazione ai suoi lettori; in ciò Nepote mantiene l'impostazione delle imagines di Varrone dove le immagini dei personaggi sono accompagnate da brevi biografie. Nello stendere le biografie di stranieri Nepote premette ai lettori la varietà dei costumi descritti nell'opera, inoltre egli si basa soprattutto su vicende storiche della Grecia classica ed ellenistica, ma compie errori nell'enunciare dati storici e geografici. Egli inoltre considera la biografia un genere poco impegnativo perciò al centro del suo interesse non vi è la ricerca approfondita delle cause, bensì mira a riprodurre l'immagine di una vita. Per comporre la vita dell'amico Attico, Nepote applicò gli schemi della biografia ai dati desunti dall'esperienza personale; di questa Vita noi possediamo una seconda edizione completata dopo la morte di Attico. È la biografia più ampia tra quelle pervenuteci e riguarda un personaggio che oltre ad essere amico di Nepote come lui optò per una vita lontana dalla politica. Nella vita di Attico Nepote giudica con valida intuizione l'epistolario ciceroniano come un importante documento per la storia contemporanea. La Vita di Catone è invece la versione abbreviata di una biografia autonoma, composta per suggerimento dell'amico Attico.

Il carattere dell'opera

Nelle biografie di Nepote si può rilevare una predilezione per quei personaggi che fondarono i propri successi sull'avvedutezza e si può individuare come filo conduttore il richiamo alla moderazione e a non fidarsi troppo della gloria individuale. Accanto a questi valori Nepote analizza anche la libertas nell'accezione di obbedienza alle leggi e la civitas come opposizione al prevalere del singolo. La stessa scelta dei personaggi non è casuale, ma sceglie coloro che possano meglio rappresentare i valori che egli vuole esaltare. Lo stile di Nepote è semplice e anche monotono senza particolari pretese artistiche e presenta forme arcaiche e colloquiali. Per la facilità di lettura e la sua impronta moralistica la sua opera godette di una certa fortuna nell'ambito scolastico, ma venne ignorata dagli studiosi fino ai tempi recenti in cui è stata un po' rivalutata.

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