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I Simulacra

Dopo aver parlato dell’anima e del corpo, Lucrezio (nel libro IV del De Rerum Natura), passa a parlare dei simulacri: quelle particelle che si staccano dalla superficie dei corpi e giungono ad impressionare gli organi di senso; questo potrà capirlo anche chi è più ingenuo. Questi simulacri conservano gli aspetti e la struttura simile all’oggetto dai cui sono emessi. I simulacri esistono poiché tutte le cose si devono manifestare in qualche modo per essere colte dagli organi di senso, anche le più piccole cose hanno bisogno di questa membrana in superficie che si stacchi dai corpi per essere viste o sentite. Anche i simulacri dei colori staccandosi dai propri corpi conservano la loro forma e volano nell’aria affinché gli occhi riescano a vederli. Ad esempio se si prende tra le dita una foglia l’odore poi rimane impresso nelle mani,quindi questo motiva l’esistenza dei simulacri. A volte alcuni simulacri si formano da soli senza staccarsi dalle cose e vagano per l’aria senza smettere mai di cambiare il loro aspetto dissolvendosi e trasformandosi nei contorni di forme di ogni tipo. Queste membrane quando raggiungono altri corpi o li attraversano, oppure, come nel caso del legno, lo lacerano così da non poter dare nessuna immagine; fa però eccezione lo specchio in quanto né i simulacri possono oltrepassarlo né possono lacerarlo perché quello riporta l’immagine delle cose così come sono. I simulacri si muovono a grande velocità perché piccolissimi riescono a superare ogni altro corpo; quelli senza alcun ostacolo davanti riescono ad andare ancora più veloci poiché trovano libero il loro cammino.

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