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Catullo - Dedica a Cornelio Nepote

Catullo dedica questo suo primo componimento a Cornelio Nepote. Il primo componimento spesso è per un autore l’occasione per fare una dichiarazione di poetica. Definì la sua opera in modo molto disimpegnato, chiamandola libellum. È un libellum lepidum, non fonte di educazione morale o civile, ma poesia divertente e piacevole. La diffusa pratica di livellare il papiro con la pietra pomice è simbolo di quell’operazione faticosa di ricerca stilistica che caratterizzò la poetica catulliana. Nugas è un altro termine chiave che significa “poesiole” e Catullo definisce in questo modo le proprie opere in contrapposizione ai Carmina docta. Le trattazioni storiche precedenti erano composte da opere volumiche. Nepote invece descrisse la storiografia in soli tre volumi, condividendo il principio della brevitas di Catullo e dei neoterici. La patrona virgo è la Musa protettrice delle arti. Il tono poetico è antiletterario e quasi colloquiale. Nel verso 10 il tono si innalza improvvisamente mentre l’autore parla con la Musa. Ciò dimostra che Catullo sognava una meritata fama ed era consapevole della grandezza della sua opera.

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