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Filosofia e natura: la teoria del clinamen
(Lucrezio,De rerum natura II 216-229;251-293)

Analisi del testo
In questo brano è esposta la famosa teoria del clinamen,in base alla quale ogni particella minima di materia,detta atomo(cioè<<indivisibile>>),nel suo movimento di caduta dall’alto verso il basso,è dotata della facoltà di deviare dalla sua traiettoria in un momento indefinito,andando a colpire altri atomi e innescando così una catena di collisioni dalla quale nascono gli aggregati di atomi,cioè i corpi.Nei suoi riflessi morali,il principio di libertà insito nel clinamen spezza il rigore del determinismo e offre una spiegazione del libero arbitrio degli uomini. Il clinamen dunque è una forza naturale,insita nella materia,e i suoi risvolti morali giustificano quella fatis avulsa voluntas(v.257),il<<potere sottratto ai fati>>,che è la libertà accordata a tutti i viventi,non soltanto all’uomo.L’esperienza dimostra che i viventi hanno la possibilità di muoversi nello spazio e di cambiare quando vogliono la direzione del loro movimento,in base a un impulso primario che viene dall’animo:nell’animo,appunto,risiede la forza che permette di contrastare l’inerzia opposta dalla materia alla volontà(esempio del cavallo,vv.273-271)e di frenare gli impulsi indotti dall’esterno(esempio della folla,vv.272-283).Ma l’animo è una formazione di atomi e pertanto i suoi impulsi sono soggetti alle leggi fisiche:il passaggio dalla fisica alla morale non poteva avvenire in modo più naturale.

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