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De Republica

Il De Repubblica è un trattato di filosofia politica in forma di dialogo platonico, scritto tra il 54 a.C. e il 51 a.C. da Cicerone ; affronta i problemi dello stato ideale e dalla costituzione romana prendendo spunto dall’omonimo testo di Platone. L’opera è suddivisa in sei libri e nella parte conclusiva dell’ultimo libro ritroviamo il somnum scipionis: qui Scipione l’Emiliano racconta di essersi recato in Africa per incontrare Massinissa, di essere stato accolto con un banchetto regale e di essersi intrattenuto con l’amico parlando di Scipione l’Africano fino a tarda notte, dopodiché stanco per il viaggio si è congedato per andare a dormire. Quando poi Scipione si addormenta gli appare in sonno l’Africano che lo esorta a tramandare ciò che gli stava per dire. L’Emiliano chiede di poter raggiungere presto i suoi antenati, ma il suo padre adottivo glielo vieta in quanto afferma che l’anima degli uomini non può abbandonare il corpo fino a che Dio non gli concede il permesso: il motivo per cui gli uomini sono stati creati è infatti quello di custodire la terra. Gli fa presente inoltre che deve essere giusto e rispettoso versi i genitori, i parenti e verso la patria se vuole essere condotto al cielo; gli comunica di trovarsi nella Via Lattea, sede celeste dei benefattori: da lì egli può contemplare l’Universo stando in una posizione privilegiata. In seguito, visto che Scipione osserva la Terra con troppa insistenza, l’Africano lo invita ad alzare gli occhi all’ Universo e inizia a descrivergli il sistema planetario costituito da nove sfere: gli spiega che una sola delle sfere è celesti, cioè quella maggiore (Dio) che contiene e abbraccia tutte le altre.

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