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Cicerone - Catilinarie (2)

Le Catilinarie, sono quattro discorsi tenuti da Cicerone, tra il Novembre ed il Dicembre del 63 a.C, contro Catilina, il quale fece capo ad una congiura che mirava a minare gli ordinamenti repubblicani.
Catilina si candidò due anni di seguito, ma fu sempre sconfitto dagli “avversari”, così tramò una congiura contro l’ordinamento repubblicano.

Prima orazione: quest’orazione fu pronunciata in senato in presenza di Catilina stesso, l’8 Novembre. In quest’orazione, Cicerone espone pienamente i progetti di cui è venuto a conoscenza, come la complicità instauratasi tra Catilina e Gaio Manlio, il quale stava organizzando l’assalto armato a Roma, il coinvolgimento di Catilina in incendi e massacri, con lo scopo di dividere Catilina dal senato.

Seconda orazione: quest’orazione fu pronunciata davanti al popolo, il 9 Novembre, delineando il ritratto di Cicerone e dei suoi seguaci, accentuando il pericolo corso dalla Repubblica, anche per allontanare le critiche degli avversari politici.

Terza orazione: quest’orazione fu pronunciata al popolo il 3 Dicembre, dopo la cattura dei complici di Catilina e la proclamazione di Cicerone, come “salvatore della patria”; con quest’orazione, Cicerone, con tono trionfalistico si vanta dei propri meriti, per poi portare il discorso su un livello religioso, sostenendo la necessità di rendere grazie agli Dei, tramite i sacrifici.

Quarta orazione: quest’orazione, si svolge il 5 Dicembre, con la quale Cicerone si esprime in riguardo delle sorti degli arrestati, richiamando a giudizio i senatori, affinché votino per il bene della patria e , concludendo con tono patetico assumendosi tutta la responsabilità.

Le Catilinarie furono scritte e pubblicate tre anni dopo essere state pronunciate; una prima volta nel 60 a.C a cura di Attico, in un corpus di 12 orazioni ed infine da Tirone.

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