Cicerone

Contesto storico

L’età di Cesare non comprende solamente il periodo in cui ha governato Cesare, ma anche quello dell’ascesa di Pompeo, e dura fino alla morte di Cesare (44 a.C.). Nel primo secolo si fronteggiano Pompeo, che non è dell’alta nobiltà ma fa carriera grazie alle proprie abilità militari, e Cesare, che appartiene all’aristocrazia, alla gens Iulia, che si vantava di discendere da Enea. Dopo la morte di Silla (78) Pompeo conduce diverse campagne militari e viene eletto console, dando vita ad una politica di stampo popolare. Nel consolato è affiancato da Crasso, che era molto ricco, perciò la sua collaborazione era accettata volentieri. Nel frattempo emerge la figura di Cesare, che inizia la carriera politica. Nello stesso anno si candida al consolato Lucio Catilina, un patrizio di cui la famiglia è in decadenza, che fa una congiura contro lo stato romano. Alla successiva elezione (63) Catilina si candida nuovamente, ma è eletto Cicerone, personaggio già abbastanza noto. Catilina organizza una seconda congiura, perciò si crea una guerra civile con a capo lui, affiancato dai suoi seguaci, e Cicerone, che rappresenta gli interessi del senato. Si conclude nel 62 in Etruria, dove Catilina si rifugia perché ha più sostenitori, nonostante ciò è sconfitto. Cicerone fa condannare a morte i seguaci di Catilina, ma senza processo, ciò lo allontana dalla politica perché contro le leggi di Roma.

Alla fine della carriera di Cicerone c’è l’ascesa di Cesare, che dopo esser tornato dalla campagna militare in Oriente sbarca a Brindisi e congeda l’esercito; nel frattempo il senato non riconosce le terre conquistate da Pompeo, che ha grande successo popolare, ma non ha discendenza nobiliare, quindi decide di allearsi a Cesare e Crasso per organizzare un nuovo partito. Nel 59 Cesare fa sposare la figlia Giulia con Pompeo per dimostrare la loro alleanza e per far in modo che il senato riconosca le conquiste di Pompeo. Cesare una volta eletto console vuole far approvare leggi a favore di Pompeo, ovvero far distribuire quelle terre ai veterani dell’esercito, il senato si oppone ma poi sono accettate grazie ai comizi; in seguito fa approvare anche altre leggi. Nel 58 Cesare si fa attribuire il controllo della Gallia e si fa eleggere proconsole, ma prima di lasciare Roma fa nominare Clodio, un suo seguace, tributo della plebe, anche lui aristocratico, ma che si oppone immediatamente a Cicerone, proclamando la legge che afferma che non si può condannare a morte senza processo, quindi l’avvocato è allontanato da Roma. Dal 58 al 53 Cesare ha l’incarico di proconsole della Gallia, una regione molto vasta, che grazie allo stesso Cesare rimane unita. Attraverso Pompeo, Crasso e soprattutto Clodio, fratello di Lesbia, Cesare riesce a mantenere il controllo di Roma. Cesare diventa molto popolare ed ha un esercito fedelissimo, quindi gli è concesso di candidarsi al consolato del 48 senza tornare a Roma, ma Pompeo lo vuole ostacolare, infatti fa approvare la legge secondo la quale colui che si proclama console deve stare in città. Cesare si mette quindi in marcia verso Roma ed il senato, che capisce che sta correndo un grande pericolo, affida l’esercito a Pompeo. A Cesare arriva un ultimatum da Roma che gli comunica il dovere di deporre il comando militare, ma lui non lo rispetta ed attraversa il Rubicone, che segnava il confine tra Gallia e Roma, dichiarando così guerra. Scoppia la guerra civile, durante la quale Cicerone sta dalla parte di Pompeo; la guerra si svolge durante il 48 ed il 49 e si espande dall’Italia a Spagna e Macedonia. Si conclude con la guerra di Farsàlo, in cui i pompeiani sono sconfitti, quindi Pompeo si rifugia in Egitto, qui è accolto dal re Tolomeo, che però lo tradisce facendolo uccidere, sperando che in questo modo possa ricevere favori da Cesare. Cesare segue Pompeo in Egitto, poiché lo vuole uccidere di persona, ma lui è già morto. In Egitto Cesare sta dalla parte di Cleopatra, quindi contro Tolomeo, ed ha anche un rapporto sentimentale dal quale nasce un figlio, che si chiama Cesarione. Nel frattempo i pompeiani provano a riorganizzarsi e si scontrano due volte con i sostenitori di Cesare: a Tapso (46), dove i pompeiani sono sconfitti e Catone si suicida, pur di non cadere sotto il controllo di Cesare, visto come persona che voleva conquistare un potere personale, inoltre il suicidio era ritenuto segno di valore e rappresenta l’estremo sacrificio per la patria; a Munda (45) dove sono sconfitti gli ultimi sostenitori guidati da Gneo e Sesto, figli di Pompeo. Nel 44 a Cesare è affidato il titolo di dictator perpetus, ovvero dittatore a vita, solitamente la dittatura era concessa per sei mesi e poteva essere rinnovata solo due volte. I repubblicani, sostenitori di Pompeo, organizzano una congiura contro Cesare, che è pugnalato nello stesso anno nel senato da Bruto e Cassio.

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