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Aspetti generali dell'oratoria di Cicerone

Nel mondo classico in base a una classifica poetica di Aristotele le orazioni si distinguono in 3 tipi:
1)Oratoria giudiziaria: è quella praticata dai tribunali, di Lisia e di Cicerone. Il fine è di accusare o assolvere.
2)Oratoria politico-deliberativa: è quella di chi si esprime in Grecia nell’assemblea, a Roma nel foro, cioè, lo strumento dei signori della politica.
3)Oratoria epidittico-dimostrativa: vi appartengono i discorsi celebrativi. Il fine è estetico (elogi funebri, discorsi commemorativi, adunanze collettive).

Cicerone scrive 58 orazioni che sono solo giudiziarie (tribunale) o deliberative (senato). Cicerone rielabora e fa pubblicare le orazioni ampliandole rispetto a come erano state pronunciate. Gli scopi sono:
-La propaganda politica;
-La difesa del proprio operato di fronte alle critiche degli avversari;

-Il desiderio di gloria presso contemporanei e prossimi.

Le orazioni rappresentano la grandezza di Cicerone dove dimostrano:
-competenza giuridica;
-chiarezza espositiva;
-abilità dialettica.
E, quindi, nel complesso si mostra in grado di assolvere alla prima funzione dell'oratoria: docere: cioè, informare chiaramente e dimostrare razionalmente la propria tesi.
Ma anche alla seconda: delectare: cioè, tracciare dei ritratti capaci di ironia e di satira (cioè, intrattenere il pubblico)
Usa la sua cultura per fare exempla ed excursus.
E anche alla terza: movere/flectere: cioè, trascinare gli uditori al consenso, suscitando sdegno, passione (effetti patetici). Ciò si nota nella peroratio. Ciò serve soprattutto quando la causa è debole e, quindi, la persuasione intellettuale è più difficile. Il modello greco più vicino a Cicerone è Demostene perché ha la veemenza dei toni, ma è anche capace di essenzialità.

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