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Il foedus amoris

Nulla potest mulier tantum se dicere amatam
vere, quantum a me+Lesbia amata mea est .
Nulla fides ullo fuit umquam foedere tanta
quanta in amore tuo ex parte reperta mea est.


Il breve epigramma si colloca probabilmente in un momento di crisi del rapporto tra Catullo e Lesbica, forse già venuta meno al patto d’amore e di fedeltà (foedus amoris) sul quale si basava la loro rivelazione. Il testo, che in forma condensata sviluppa un tema presente anche nel c.75 e nel 76, è importante in quanto permette di cogliere la particolare concezione catulliana dell’amore. A partire dai valori supremi della società romana, quali la pietas, la castità e la fides, Catullo viene configurando il rapporto che lo lega a Lesbia, per la morale tradizionale stupri consuetudo, ovvero una relazione scandalosa, come un vero e proprio patto sacro, il foedus amoris, regolato da inviolabili leggi anche se non formalizzate da alcun rito. Sul piano stilistico il componimento si caratterizza per il lessico, che è quello semplice della quotidianità, impreziosito però da alcuni parallelismi che, assicurando al testo coesione stilistica, ne sottolineano i concetti chiave.

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