Le Historiae di Tacito

Questa è un'opera di impianto annalistico divisa in dodici libri (non completa) ; si rifà agli anni che vano dal 69 al 96(quindi fino alla morte di Domiziano) e racconta un periodo cupo e dominato dalla Tirannide.
Nel descrivere i personaggi, Tacito parla di Galba come un esempio di comportamento ispirato al mos maiorum, non adattabile alla reale capacità di dominare e controllare gli avvenimenti. Traiano è descritto come un comandante di vecchio stampo che riuscì a placare la rivalità fra le legioni e pose fine ai tumulti; Tacito ne apprezzava le azioni, vista la necessità di sanare la frattura fra le Virtus del modello etico antirepubblicano e la capacità di instaurare un rapporto vero e proprio con le masse militari. Le Historie hanno un ritmo veloce e vario che non si affievolisce o ristagna. C'è efficacia drammatica nella narrazione. I 3 tentatici di Vitellio di abdicare sono descritti in modo pragmatico e pittoresco, quasi suggestivo. Dai racconti traspare un profondo senso di violenza, prevaricazione e ingiustizia. L'opera viene chiamata storiogragia tragica: Tacito esalta i momenti importanti usando toni teatrali/tragici. Lo stile è caratterizzato da tensione drammatica per coinvolgere il lettore a livello emotivo. Alcuni eventi sono rappresentati come scene teatrali in sè concluse. C'è un'ispirazione a Sallustio.

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