Seneca

Nacque a Cordova nel I sec. a.C. ma subito si spostò a Roma con la famiglia, la gens Annea, e suo padre era un retore, insegnante e autore di suasoriae e controversiae, cause finte e cause che servivano a convincere qualcuno di un pensiero. Ha la fortuna di studiare retorica e filosofia con i migliori maestri, che lo avvicinarono alla filosofia stoica, importante per la sua vita interiore. Ne fu attirato sia per l’apatia che il saggio deve conseguire sopportando le disgrazie con fermezza, sia per il principio che regola il mondo e che da una spiegazione delle sventure e dei dolori dell’uomo che servono per tirar fuori le virtù. A Roma inoltre intraprese il cursus honorum come questore, e sotto il principato di Caligola entrò a far parte del Senato. Non ebbe buoni rapporti con l'imperatore. Due anni più tardi, morto Caligola, sale al principato Claudio, e Seneca fu inviso a Messalina, moglie del principe, che lo confinò in Corsica con l'accusa di adulterio. Tornò a Roma in seguito, chiamato dalla seconda moglie di Claudio, Agrippina, per seguire l’educazione del figlio Nerone. Salito al principato, in un primo momento Seneca guidò l'imperatore nel governo, ma in seguito Nerone cambiò atteggiamento nei confronti di Seneca e lo allontanò. Nel 65 Nerone scoprì la congiura ordita contro di lui da Pisone, e sospettando anche di Seneca, lo intimò ad uccidersi. Non fu mai chiaro se prese effettivamente parte alla congiura.

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