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Seneca

Lucio Anneo Seneca è stato oratore (discorsi in pubblico), retore (capacità di attrarre persone con discorsi), filosofo, tragediografo e satirico.

Nacque a Cordova, in Spagna, tra il 4 e il 2 a.C.
Apparteneva ad una ricca famiglia provinciale, ebbe i suoi primi studi di retorica e di filosofia a Roma, dove iniziò la sua carriera politica.
In Spagna era entrato in contatto, attraverso degli studi, con la filosofia stoica, che predicava la sopportazione e l’abbandono dei beni materiali, anche se egli era molto ricco e disponeva di una villa enorme.

A Roma entrò in contatto con tre imperatori della dinastia Giulio-Claudia: fu malvisto da Caligola, poiché quest’ultimo era invidioso della sua fama; Claudio lo fece esiliare in Corsica, posto poco ospitale e abitato da popolazioni semibarbariche, durante il tempo dell’esilio Seneca ebbe modo di riflettere su se stesso e sulla vita; Nerone invece lo portò al suicidio.

Rientrò a Roma dall’esilio grazie ad Agrippina, che fece avvelenare Claudio ed infine richiese a Seneca di diventare tutore del giovane Nerone; Seneca cercò di istruirlo secondo i suoi principi, esplicati nel “De Clementia” e nel “De Ira”.

Il rapporto tra i due era ottimo, tant’è che Nerone in cambio degli insegnamenti di Seneca lo fece entrare in contatto con il mondo orientale e i suoi culti.

Successivamente Seneca però perse influenza su Nerone, tant’è che quest’ultimo lo aveva accusato di aver fatto parte della Congiura dei Pisoni i quali volevano la restaurazione della repubblica o, almeno, che il Senato collaborasse apertamente con l’Imperatore; visto ciò Seneca si ritirò a vita privata.
Nerone infine, attraverso dei sicari, istigò Seneca al suicidio; morì nel 65 d.C. nella sua villa a Roma.

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