Stile di Seneca

Seneca compie, stravolge e rivoluziona la prosa latino: al periodo armonico e ricco di subordinate di Cicerone, Seneca predilige una prosa con periodi asimmetrici, con frasi brevi, essenziali, ricche di sentenze ma che colpiscano il lettore (si parla di inconcinnitas e brevitas). Prevale la paratassi sull'ipotassi, un importante e fondamentale uso della coordinazione.
Seneca fa parte della scuola asiatica, la quale però non è la stessa di Cicerone: Seneca fa parte della scuola asiatica moderna, di età imperiale dove abbondano le figure retoriche, tra le quali ricordiamo la metafora, le antitesi, le ellissi, l'anafora, il chiasmo ed i neologismi.
Le frasi sono semplici da memorizzare e da divulgare.
Presente è anche la variatio, ripreso proprio dall'irpino, ovvero l'alternare parole simili affinché la frase possa essere più semplice da assimilare e memorizzare(vedi le figure retoriche quali il poliptoto, la paranomasia e la sinonimia).

Si prenda ad esempio la famosa "Vindica Te Tibi", nella quale troviamo frasi brevi, come lo stesso titolo: queste sono sentenze riguardanti lo scorrere del tempo, il tema della morte, la vita intesa come denaro, indirizzate tutte ad un interlocutore ideale, a cui Seneca dà il nome di Lucilio.
Il bello di Seneca è che ogni concetto divulgato viene ripreso diverse volte affinché questo sia chiaro al lettore.

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