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-Seneca: Le Opere-

• Le Opere della Prima Fase: sono testi di formazione, qui si nota la vicinanza di Seneca col pensiero filosofico stoico; ne fanno parte i dodici Dialoghi (o ‘Dialogorum Libri’).
o Tre ‘Consolationes’: trattano di temi morali; la Consolationes più lirica e nota è quella alla Madre Elvia, dove Seneca la consola per la sua assenza a causa dell’esilio in Corsica;
o Il ‘De Ira’: testo che racchiude un invito al nuovo imperatore, Nerone, in modo indiretto, a non essere come quelli precedenti; il buon imperatore non deve farsi annebbiare dall’ira e deve agire con buonsenso e parsimonia;
o Il ‘De Tranquillitate Animi”: a differenza del ‘De Ira’ che è più su un piano scientifico, questo tratta gli stessi argomenti sotto un punto di vista filosofico (stoico); per raggiungere la tranquillità dell’animo bisogna andare oltre le passioni;

o Il ‘De Otio’: qui Seneca critica la classe militare, che affermava come nullafacenti i vari intellettuali; per Seneca invece l’intellettuale non ozia mai, ma pensa in continuazione.
o Il ‘De Brevitate Vitae’: parla della brevità della vita;
o Il ‘De Vita Beata’: testo speculare al ‘De Brevitate Vitae’, la vita beata è la vita nell’immaterialità (ripresa filosofia stoica) – qualcuno con queste idee pensa che Seneca fosse venuto in contatto col cristianesimo.

• Le Opere della Seconda Fase: sono opere di carattere politico.
o Il ‘De Beneficis’: Seneca parla di una società basata su una monarchia illuminata;
o Il ‘De Clementia’: dedicato al giovane Nerone, Seneca illustra le caratteristiche del buon Imperatore, non deve mai eccedere nell’uso della forza, deve avere clemenza verso coloro che sbagliano, in modo da farsi benvolere dai sudditi; tutte queste idee sono state riprese da Macchiavelli nel ‘Principe’.

• Le Opere della Terza Fase: ne fanno parte 124 lettere, le ‘Ad Lucilium epistulae morales’, dove Seneca pone le basi per raggiungere la sapienza; le prime lettere sono più brevi, quelle successive aumentano via via in lunghezza e in complessità.

• L’Apocolocyntosis (‘Trasformazione in Zucca’): testo scritto dopo la morte di Claudio, dove quest’ultimo viene preso in giro da Seneca; è un testo quindi satirico, dove si parla di Claudio con toni spiritosi.

• Le Tragedie: le tragedie scritte da Seneca sono nove e sono molto violente e piene di sangue; a differenza di quelle greche, queste sono decisamente più violente, vista anche come era la vita a Roma con Nerone imperatore.

Queste tragedie ripropongono i temi mitici greci, come le vicende di Ercole o di Troia, oppure il ‘Thyestes’, dove critica Nerone.

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