Genius 5407 punti

La scienza contro paure e superstizione
(Seneca, Naturales Quaestiones VI 3)

Analisi del testo

L’interesse per la spiegazione scientifica dei fenomeni naturali è ben presente nella cultura latina. Virgilio, nelle Georgiche, dichiarava con entusiasmoFelix, qui potuit rerum cognoscere causas, <<Felice chi ha potuto conoscere le cause del mondo>> (II 490). E spiegava la ragione di questo elogio con il fatto che, grazie alle conoscenze della natura, il sapiente ha potuto <<calpestare sotto i piedi tutte le paure e il fato inesorabile e il fragore dell’avido Acheronte>> (II 491-492).
La medesima fiducia nella conoscenza naturalistica traspare da questo brano di Seneca, che ha dedicato i sette libri delle sue Naturales quaestiones a indagare fenomeni atmosferici e terrestri. All’inizio del sesto libro, dedicato ai terremoti, Seneca introduce un appassionato elogio alla ricerca scientifica, coniugata con una profonda istanza morale: la conoscenza della natura ha infatti il merito di dissipare i terrori degli uomini, che spesso attribuiscono all’ira divina fenomeni naturali desueti o poco conosciuti.

In questa fiducia nella conoscenza la filosofia stoica concordava pienamente con quella epicurea: la frase che apre il brano("gli dei non fanno nessuna di queste cose né il cielo o la terra sono scossi dall’ira divina") ricorda la nota presa posizione di Orazio di fronte al "miracolo di Egnazia" (incenso che bruciava senza brace sulla soglia del temppio): <<ho imparato che gli dei vivono felici e che,se la natura compie qualche prodigio,non sono gli dei adirati a calarlo dall’alto del cielo>> (satira 15,101-103).
La perfetta concordanza tra queste due filosofie che, nella concezione stessa della natura, seguivano strade antitetiche( il meccanicismo epicureo contro il provvidenzialismo stoico) è una chiara risonanza del progresso scientifico di epoca ellenistica e rappresenta uno dei momenti più alti dell’"illuminismo" del pensiero greco, destinato ben presto a essere sommerso dalle fughe nell’irrazionale, che avrebbero impedito un ulteriore progresso della scienza.

Registrati via email