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Seneca, Lucio Annèo – il filosofo al potere

Seneca fu un autore molto amato dai posteri: primo fra tutti il Medioevo che stima il suo moralismo e apprezza grandemente i suoi aforismi. Autore molto amato da Petrarca, i sui testi offrono spunti di attualità molto interessanti. Egli tratta le principali tematiche dello stoicismo - la morte inevitabile, la superiorità del saggio, la velocità del passare del tempo - cercando di conciliarle con l'attività politica.

Vita


Lucio Anneo Seneca nasce a Cordova, in Spagna, nel 4 a.C da una ricca famiglia equestre (il padre è Seneca il Vecchio, che ci lascia un’importante testimonianza rispetto alla decadenza dell'oratoria). Seneca si trasferì a Roma dove fu educato in scuole retoriche e filosofiche. Nel 31 iniziò la sua carriera politica con un grande successo tanto che si vocifera che Caligola ne decretò la condanna a morte perché geloso del suo successo. Seneca riuscì a scampare a questa condanna, ma non a quella affibbiatagli da Claudio per la quale venne costretto in Corsica fino al 49 quando Agrippina convinse il marito Claudio a far tornare Seneca e gli affidò l'educazione del figlio Nerone. Seneca accompagnò nei primi anni del suo governo Nerone durante il cosiddetto 'quinquennio felice', ma poi, nel 69, in seguito ai delitti e alle malvagità compiute dall'imperatore, si ritirò a vita privata. Poiché era sospetto a Tigellino, nuovo prefetto del sovrano, fu coinvolto nella congiura dei Pisoni del 65. Venne quindi condannato a morte e si suicidò (morte quindi degna di uno stoico).

Opere


La produzione di Seneca è molto vasta, prevalentemente, abbiamo opere filosofiche.
- Dialogi: Sono trattati brevi su questioni etiche e psicologiche (consolazioni, passioni umane, felicità, saggi stoici, tempo, provvidenza divina), non hanno forma dialogica, ma riprendono la tradizione del dialogo filosofico proveniente da Platone;
- De Beneficiis: diviso in 7 libri;
- De clementia: dedicato a Nerone;
- Epistulae morales ad Lucilium: 124 epistole raccolte in venti libri;

Oltre agli interessi filosofici, sappiamo di interessi scientifici.
- Naturales quaestiones: libri dedicati all'esame di fenomeni naturali;

A Seneca si attribuiscono inoltre:
- nove cothurnatae: le uniche tragedie latine pervenuteci per intero
- Apokolokyntosis: satira menippea mista di prosa e versi, parodia della divinazione di Claudio

Pensiero


Uno dei massimi esponenti dello stoicismo di età imperiale, Seneca si concentrò prevalentemente su questioni etiche. Le questioni privilegiate da quest'autore erano: la caducità della vita, l'imperturbabilità del saggio, la necessità dell'allontanamento dalle cose terrene, l'importanza della virtù. Si può evidenziare un cambiamento della sua visione filosofica: se all'inizio sosteneva l'inevitabilità dell'esercizio filosofico in ambito politico, con il passare del tempo ripiega sull'ambito sociale e più privato.

Stile


Seneca, come afferma Traina, adotta uno stile che tende a scandagliare l’animo, si parla quindi di STILE dell’INTERIORITÀ. Seneca è anche un pedagogo che vuole diffondere le istanze della filosofia stoica, da qui deriva il frequente uso di congiuntivi esortativi e degli imperativi. Ciò a cui Seneca conferisce importanza sono le res, gli eventi, non la parola: questa acquista valore solo se ha funzione psicacogica – se serve a fissare nell’animo una norma morale. Bisogna poi parlare della paratassi adottata da Seneca: egli vuole rendere chiara la sintassi come chiara è la verità. Frantuma quindi il suo pensiero in un susseguirsi di frasi veloci e sentenziose che derivano in parte dall’influsso della retorica asiana e dei cinici.

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