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20 Capitoli

• CAP. 1-3, problema del tempo
• CAP. 4-6, esempi storici di uomini occupati
• CAP. 7-13, rassegna degli occupati
• CAP. 14-15, ritratto dei sapiens
• CAP. 16-17, paura degli occupati
• CAP. 18-20, esortazione a Paolino a ritirarsi dalla vita pubblica.

I. La vita è breve non per volontà della natura ma per l’uso errato che ne fa l’uomo;
II. Gli uomini perdono la consapevolezza del tempo alienandosi in attività inutili e lasciandosi travolgere dalle passioni;
III. Contraddizione tra l’avidità che gli uomini mostrano nei confronti dei beni materiali e lo sperpero che essi fanno del tempo, unico bene non reintegrabile;
IV. Vittime illustri di una vita affaccendata I: Augusto
V. Vittime illustri di una vita affaccendata II: Cicerone
VI. Vittime illustri di una vita affaccendata III: Livio Druso

VII. Gli affaccendati non sanno vivere e ne hanno coscienza;
VIII. Gli uomini sono prodighi del tempo perché non ne conoscono il valore;
IX. Lo spreco del tempo, è esso stesso cosa incorporea che non si è in grado di valutare se non quando viene meno;
X. La vita degli affaccendati è così breve perché è circoscritta al fuggevole presente;
XI. Gli occupati sono avidi di vita mentre i sapienti sono sempre pronti ad abbandonarla;
XII. Rassegna occupati, interessi maniacali per atti che agli occhi dei sapienti risultano futili;
XIII. L’erudizione, quando è fine a se stessa, è una perdita di tempo;
XIV. Vive solo chi dedica il suo tempo alla saggezza e si fa contemporaneo dei grandi spiriti del passato;
XV. Il saggio è al di sopra del tempo, come dio;
XVI. Invece gli affaccendati sono preda di stati d’animo smaniosi e contraddittori;
XVII. Gioie e piaceri sono amareggiati dal senso della loro precarietà;
XVIII. Esortazione a Paolino perché abbandoni le occupazioni pubbliche...
XIX. ...e si dia alla vita contemplativa;
XX. Di fronte alla pace del saggio, l’alienazione degli affaccendati: muoiono senza aver vissuto.

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