*SaRi* di *SaRi*
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Quintiliano

Maestro di Plinio il Giovane e di Tacito. E' spagnolo (come Seneca e Lucano), nato nella Spagna tarragonese. Tenne una cattedra di eloquenza a Roma stipendiato dallo Stato. Fu anche avvocato.
*De causis corruptae eloquentiae: si chiede perché a Roma l'ars oratoria sia in decadenza. Egli attribuisce la causa alla mancanza di buoni maestri e di buone scuole. Opera andata perduta.
*Institutio oratoria: è la sua opera maggiore, composta in 12 libri. Egli parla di come secondo lui doveva essere educato l'oratore. Parte dall'educazione del bambino piccolo: anche la nutrice deve essere colta, così il bambino ascolta subito il linguaggio corretto. Si pone come problema se sia meglio la scuola pubblica o quella privata. Per Cicerone si doveva avere anche una cultura filosofica e giuridica, mentre per Quintiliano è più importante la letteratura, infatti nel decimo libro egli elenca i libri che, secondo lui, tutti dovevano conoscere. Il suo modello è Cicerone; egli rifiuta l'arcaismo e lo stile moderno (tipo Seneca). Da Cicerone prende anche la concezione dell'oratore: "vir bonus dicendi peritus" (Cicerone) "optima sentientem optimeque dicentem" ovvero uomo onesto che sa parlare bene.
Si pone il problema se sia più adatto l'insegnamento pubblico o quello privato: egli riconosce che molti sono per l'insegnamento privato, perché pensano che sia pericoloso affidare al pubblico i ragazzi nell'età in cui si lasciano maggiormente influenzare. Inoltre molti pensano che il maestro si occupi meglio di una persona sola. Si chiede anche se debbano essere picchiati gli alunni.

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