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Bellum Civile o Pharsalia

Il Bellum Civile è un poema epico di argomento storico che si riallaccia alla tradizione di Nevio (Bellum Poenicum) e, soprattutto di Ennio (Annali). Lucano sceglie una materia storica- la guerra civile fra Cesare e Pompeo(49-48 a.C.), poiché argomento ancora molto dibattuto tra le famiglie aristocratiche romane. La narrazione ha il suo centro ideale nella battaglia di Farsalo, che appare come l’episodio decisivo del conflitto(da cui il titolo) perché proprio in questa vicenda Pompeo e il suo esercito saranno sconfitti definitivamente e con essi i valori e gli ideali repubblicani. L’analisi lucana, infatti, è lucida e impietosa: si tratta di un inno sincero e accorato alla Res Publica romana, che era stata reale depositaria della Romanitas e garante dei diritti civili (L. è un intellettuale politicamente schierato).

Fortuna La notorietà dell’opera fu grande nella tarda antichità cristiana e per tutto il medioevo. Della sua influenza ne risentirono: Dante, Shakespeare nel Carneille, Tasso nell’epica, Montaigne, Voltaire e Leopardi.

Aspetto ideologico Lucano presenta la guerra civile come un evento funesto che ha innescato la decadenza della Roma repubblicana. Per questo motivo, l’andamento dell’opera è percorso da una profonda vena pessimistica: ritiene che il passato romano, glorioso ed eccelso, sia ormai terminato in virtù di un tetro e plumbeo futuro (profetismo lucaneo).

Forma
L’opera, composta da 6000 esametri, secondo le convenzioni del genere epico si presenta divisa in 10 libri, ma è opinione comune che essa sia rimasta incompiuta, dal momento che l’ultimo libro ha dimensioni ridotte e la narrazione si interrompe in modo innaturale. Nonostante tratti un’opera storica, Lucano non si pone in modo scientifico e rigoroso, ma piuttosto in modo personale facendo emergere le proprie convinzioni, strumentalizzando le vicende a proprio vantaggio. Fra i vari autori pare si sia ispirato ai Commentarii di Cesare, alle Historiae di Asinio Pollione e di Seneca il vecchio (suo nonno) oltre che Livio autore de Ab Urbe Condita.

Stile Lo stile è patetico e veemente. Lucano, inoltre indugia sul gusto dell’orrido e del macabro, spia e riflesso di una profonda angoscia esistenziale, che si manifesta nelle dettagliate descrizioni di stragi, massacri e prodigi, deformati spesso in modo grottesco. Nella sua struttura ideologica e storica, infine, il Bellum Civile celebra «l’anti-mito» di Roma.

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