Petronio scrive il romanzo l'Archè, l'embrione del romanzo è l'Odissea che ha come tema centrale il viaggio; esso è un patrimonio folcloristico.

I e II d.C. sono le condizioni ideali per scrivere un romanzo: c'è la crisi politica tra Repubblica e Principato e non vi sono punti di riferimento oggettivi. Il romanzo è l'espediente per far emergere le istanze individuali.

La letteratura latina ha 2 romanzi: 1) il Satyricon di Petronio e 2) le Metamorfosi di Apuleio, questi sono facilmente comparabili.

Ci sono differenze di tematiche tra i due generi:

Petronio trae spunto dalla Satira Menippea e dai modelli greci, il romanzo erotico e la fabula Milesia.
Petronio denuncia l'ascesa dei liberti che erano incolti, rozzi e truculenti sotto Nerone; egli denuncia il tramonto dei valori tradizionali del Mos Maiorum, non c'è una classe sociale che li tramandi, c'è una crisi dei valori tradizionali e della cultura.

Il realismo è centrale nell'opera; esso caratterizza i personaggi e le ambientazioni descritti in modo licenzioso (volgare) e ironico.

La tradizione Milesia prende le distanze tra il tono serio e il sesso (realismo comico) e i bisogni materiali.
Il romanzo erotico trattava di amore romantico. La classica trama: due giovani si promettono amore eterno e subentra "la causa" per cui sono costretti a separarsi, affrontano mille peripezie per giungere al lieto fine.

La fabula Milesia, forma breve della novella, è l'antecedente del Satyricon.
Il primo autore fu Aristide di Mileto; il tema è l'amore erotico non idealizzato e standardizzato ma c'è eros.
I temi centrali sono il sesso e la beffa presentati con linguaggio basso crudo e realistico.

Le notizie sulla sua biografia sono molto incerte:
Si pensa possa essere Petronius Arbiter, possibile scrittore del Satyricon, citato da Tacito che parla di un Gaio Petronio nel sedicesimo libro degli Annales, un personaggio eccentrico, di spicco a corte, pigro e indolente ma allo stesso tempo geniale e creativo.

Tigellino prefetto del pretorio geloso dell'ascendente che Petronio aveva su Nerone lo accusò tra coloro che avevano ordito la congiura dei Pisoni. Petronio si tolse la vita mettendo in scena la sua morte con una parodia stoica.
L'ipotesi di Gaio Petronio non è fondata poiché ci sono elementi linguistici, nuovi neologismi e barbarismi
La datazione dell'opera è del secondo secolo dopo Cristo.

Il Satyricon è una mescolanza di generi: la satira che ha l'intento di denuncia, satira menippea e fabula milesia. La trama è variegata e complessa:

Encolpio, il protagonista, vive di espedienti con il servo nonché amante Gitone; attorno a loro c'è l'infido amico e corteggiatore Ascilto. Da allusioni al passato si deduce l'antefatto: Encolpio aveva fatto un grave torto a Priapo, dio della fecondità maschile, che da quel momento perseguita con la sua ira Encolpio.

La narrazione è divisa in cinque sezioni nelle quali cambia lo scenario:
1) avventure nella Graeca Urbs: Napoli
Quartilla, sacerdotessa di Priapo, sottopone i giovani a sevizie erotiche

2) Cena di Trimalchione, liberto molto ricco rozzo e truculento
Durante il banchetto vengono passate in rassegna le pietanze per mettere in rilievo l'ostentazione delle ricchezze; girandola ridicola, rozza e grottesca di situazioni, raggiunge il culmine nella lettura del testamento di Trimalchione

3) Encolpio è disperato poiché Gitone lo ha tradito; nuovo terzetto Encolpio, Eumolpo, Gitone. Ascilto perseguita il terzetto che scappa dalle sue ire.

4) Cambio di scenario: si imbarcano sulla nave del mercante Lica la cui moglie era stata sedotta da Encolpio. A bordo della nave c'è Trifena, donna di dubbia moralità, che ce l'ha con Encolpio; avviene un naufragio nel quale muore Lica.

5) Il terzetto riesce a scamparla a nuoto e raggiunge Crotone, il nuovo scenario.
A Crotone ci sono persone che sono falsi mendicanti; Eumolpo, il poeta, si finge vecchio facoltoso e senza figli; Encolpio inizia una relazione con Circe e Priapo, il dio, lo rende impotente.
Eumolpo dice che per avere la sua eredità bisogna mangiare il suo cadavere.

Petronio critica la mancanza di ritegno degli uomini.
La narrazione in versi con 5 novelle tra cui la matrona di Efeso, fabula milesia licenziosa, ulteriore inserzione inserita secondo la tecnica della cornice, narrata dai personaggi, tre durante la cena di Trimalchione e due tra cui la matrona di Efeso, da Encolpio. Nella seconda parte del romanzo è inframezzata da parti di poesia come la presa di Troia e il Bellum civile di Lucano, recitate da Eumolpo.

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