Petronio
Nulla di certo sappiamo su questo autore, conosciuto come Petronio Arbitro, generalmente identificato in quel Gaio Petronio Nigro di cui parla Tacito negli Annali, definendolo elegantiae arbiter alla corte di Nerone. Viene accusato di far parte della congiura dei Pisoni e per questo sarà condannato al suicidio.

Satyricon
Sotto il suo nome ci sono pervenuti considerevoli frammenti dei libri XV e XVI del Satyricon (“Cose riguardanti i satiri”), un racconto, espresso in prima persona dal protagonista Encolpio, in cui si narrano le vicende per lo più amorose fra lo stesso protagonista con il puer Gitone. Nell’opera sono presenti gesti e situazioni comuni (consumazione disinibita di rapporti sessuali, il vagabondare per le vie) e eventi caratteristici del romanzo greco, quali separazioni e ritrovamenti, risse e naufragi, letture di testamenti e riti magici, per poi giungere ai momenti più alti in cui si sviluppano discussioni di retorica e poetica. Il filo narrativo è però esile, mobile e incoerente, così come è la personalità delle figure che lo abitano. Encolpio ad esempio rappresenta la gioventù colta e anticonformista, ma appare come un incerto, un perdente, uno facilmente condizionabile. È un ingenuo e a suo modo generoso, ma allo stesso tempo un depravato privo di ideali, che va alla ricerca del piacere, e quando lo trova, l’eccesso di voluttà, lo fa ritrarre disgustato.

La cena Trimalchionis
L’episodio principale è la cena di Trimalchione, che descrive, con intenti indubbiamente satirici, la rozzezza e il cattivo gusto dell’umanità minore, che si esemplifica durante un banchetto di un liberto arricchito. L’autore denuncia gli intenti bassamente arrivisti, l’ostentazione della ricchezza per assomigliare al ceto dell’aristocrazia ed il vuoto di una cultura esibita ma inesistente, avvallata da assurde superstizioni, da volgari sgrammaticature e rozze imitazioni dell’autentica poesia. Il messaggio del Satyricon va contro il degrado della poesia, che al contatto con ceti emarginati inevitabilmente si corrompe. La morte appare uno dei temi strutturali di fondo del romanzo, accanto al collegato motivo dell’apparire e subito sparire di ogni cosa.

Il realismo
Alcuni critici sostengono che il Satyricon si avvicini al romanzo greco; altri hanno messo in luce le affinità che sussistono tra il mondo basso e osceno e la tradizione di narrativa popolare; altri ancora hanno evidenziato l’elemento parodistico che mette in ridicolo episodi o personaggi dell’Iliade, dell'Eneide e dell’Odissea, o addirittura riti cristiani. Ciò che è certo è che il Satyricon è una delle pochissime opere della letteratura latina classica improntate da una sincera vena di realismo. Il racconto ci restituisce un’immagine viva e credibile della società romana media, ritraendola nei suo luoghi tipici (terme, scuole, ecc...). Tuttavia Petronio non scrive allo scopo di restituire un ritratto davvero credibile di una particolare epoca o di un determinato ambiente sociale: accanto al realismo e strettamente intrecciato con esso convive una scintillante libertà fantastica, che si rivela con la presenza di superstizioni, riti equivoci, racconti di lupi mannari e magie. Ad essere fantasiosa e allo stesso improbabile è anche la trama narrativa che segue percorsi irrazionali: i personaggi sono sempre incoerenti e inconcludenti e tutto è filtrato attraverso i loro occhi, proponendo così una narrazione sempre soggettiva.

Dal punto di vista della lingua e dello stile, il Satyricon rappresenta una vera novità: Petronio sa alternare nel corso della narrazione linguaggi e toni diversi da quello dell’io narrante. Passa da uno stile semplice e disinvolto, a quello volutamente enfatico e magniloquente delle trattazioni letterarie, o viceversa rozzo, ma fortemente espressivo e pittoresco, proprio del sermo vulgaris, dei personaggi incolti o dotati come Trimalchione.

Il significato del Satyricon
Il messaggio dell’opera è tuttora ignoto per via dei pochi frammenti che ci sono pervenuti. Tuttavia trova svariate interpretazioni:alcuni affermano sia una divertita rappresentazione della società, con lo scopo di denunciare il pericolo insito nelle trasformazioni del costume e della mentalità; altri preferiscono sottolineare la straordinaria libertà compositiva e la sua audacia sperimentale; altri ancora affermano che in egli, come nell’opera, si attua un mondo incoerente, contradditorio e inafferrabile, proteso solo a pulsioni basse e materiali.

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