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PETRONIO:

Di Petronio non abbiamo molte informazioni,(di fatto si parla di una Questione petroniana) la sua figura è associata allo scrittore del Satyricon e al Petronio di cui Tacito parla negli ANNALES. Tacito parla di un certo C.Petronius definendone la personalità eccentrica e stravagante,un uomo di lusso e raffinato (arbiter elegantiae). Entrò subito nelle grazie di Nerone e per questo Tigellino gli fu ostile tanto da accusarlo di essere amico di uno dei promotori della congiura di Pisone. Per questo motivo nel 65 d.C. fu costretto a darsi la morte. Lo stesso Tacito ci descrive la sua morte come una parodia del suicidio stoico. Fino alla fine diede prova del suo anticonformismo,della sua eccentricità che da sempre lo avevano caratterizzato infatti al testamento aggiunse una particolare narrazione delle scandalose nefandezze di Nerone e di Tigellino, citando i nomi e descrivendo le perversioni. Altre notizie della sua vita ci sono date da Plinio il vecchio.

Petronio è uno dei personaggi del romanzo Quo Vadis? Di Sienkiewicz. L’autore presenta Petronio come un personaggio complesso: eccentrico,raffinato,ironico,colto ed astuto che si diverte ad adular Nerone e nello stesso tempo a beffeggiarlo segretamente e ad umiliare Tigellino . E’ una specie di precursore del dandismo per questo molti artisti decadenti(sti) lo presero a modello (vedi Wilde).
L’attribuzione del satirico a C.Petronius e la datazione del primo secolo è data da alcuni indizi più che prove:
▪Il cognomen Arbiter presente nei codici coincide con l’appellativo arbiter elegantiae del cortigiano;
▪alcuni personaggi citati nell’opera sono realmente vissuti nella metà del primo secolo
▪nell’opera l’autore polemizza contro l’epos di lucano
▪il linguaggio è vicino a quello dell’ Apokolokyntosis di Seneca.

SATYRICON:
E’ un romanzo comico amorale che presenta,in realtà,una profonda ambiguità,un senso amaro della realtà del proprio tempo se non una critica è comunque un’implicita denuncia veicolata attraverso un testo comico con un contenuto importane senza mai scadere nella satira asettica.
Il satyricon è definito un’opera comico-satirica di contenuto licenzioso. L’opera ci è giunta frammentata e lacunosa, gli studiosi hanno raggruppato i frammenti tramandati in 141 capitoli. L’opera ci è giunta incompleta ed è dunque impossibile stabilirne gli antefatti e la conclusione. La frammentazione dell’opera e la sua censura nel corso dei secoli è dovuta sicuramente alla licenziosità dell’argomento e al realismo degli ambienti descritti che prodicono un’immagine moralmente disdicevole e poco edificante della Roma imperiale.

TRAMA:amore pederastico-omosessuale
L’opera racconta le vicende di Encolpio, il giovane protagonista (che parla in prima persona) e Gitone, il suo amato e dell’infido amico Ascilto (un triangolo omosessuale). L’antefatto è deducibile,racconta di un oltraggio commesso da Encolpio verso Priapo che da lì in poi lo perseguita provocando una serie di vicissitudini . La storia è divisa in 5 sequenze all’interno delle quali sono inserite 5 novelle a cornice nell’intreccio.

GENERE: Pastiche letterario
il satyricon è una combinazioni di generi molto diversi tra loro è un romanzo in forma di satira menippea.
La sua forma prosimetrica (unione di versi in prosa e poesia) fa si che esso risulti molto diverso dal romanzo in senso moderno. Proprio per questo è definito un PASTICHE letterario.
▪L’opera è sicuramente formata sul modello della satira menippea,da cui trae la tecnica della fusione di prosa e poesia ,il carattere sagace,satirico,pungente e moraleggiante rivolto ad personam,la tendenza alla parodia e lo stile variegato.
▪Evidente,come deducibile dal titolo stesso,un legame con la satira nel senso più ampio del genere,una satira dal carattere realistico ma distaccata e senza esplicite condanne etiche.
▪Il satyricon fu influenzato anche dal mimo,rappresentazione teatrale dal forte realismo descrittivo.
▪Sebbene più limitato,il rimando alla favola milesia dalla quale prende spunto per gli episodi macabri o licenziosi come quello della Matrona di efeso.
▪Alcuni studiosi lo riconducono anche al modello del romanzo ellenistico nella struttura complessa, il rapporto amoroso fra i protagonisti e le disavventure che essi devono affrontare .

Tuttavia non è esclusa l’ipotesi di un intendo parodistico di Petronio verso questo genere popolare ribaltandone situazioni e temi tradizionali attraverso la tematica dell’amore pederastico.

Infatti molti critici sono concordi a definire il satyricon una parodia del romanzo erotico greco: alla coppia di sposi subentra una coppia omosessuale di infedeli cronici. In comune vi è il tema della separazione e ricongiungimento. Tuttavia questo aspetto del genere non era sconosciuto in Grecia, esso infatti si ricollega ad una corrente letteraria già presente : il romanzo di Iolao (di recente ritrovamento).
Il satyricon si fa beffa anche dell’Odissea di Omero,il romanzo del viaggio per eccellenza, del quale Petronio riprende il tema del viaggio ,della persecuzione del dio,del naufragio e di particolari minori e li stravolge in chiave “comica”. Allo stesso modo su può intravedere una parodia dell’Eneide di Virgilio , che conferma l’intento parodico nei confronti della letteratura epica in generale.

STILE,RITMO E LINGUAGGIO:
Anche per lo stile si parla di un pastiche perché usa un lessico e uno stile abbastanza variegato.
L’aspetto più importante del satyricon è la visione REALSITICA della società che interessa tutti i livelli descrittivi: dagli ambienti ai personaggi fino al sistema di valori.
Lo stesso Petronio dichiara apertamente la sua tecnica narrativa con un Epigramma ,manifesto programmatico del satyricon ( un “a parte” rivolto al pubblico) nel capitolo 132: un’opera semplice (“novae semplicitas opus”) dove rappresentare con il linguaggio schietto e distante (“pluri sermnis gratia”) e distate da moralismi tutti gli aspetti della vita quotidiana del ceto medio- basso.

Scopo primario dell’autore sembra essere appunto la rappresentazione realistica degli ambienti e dei personaggi socialmente bassi del proprio tempo ,ritratti nella loro amoralità con sorridente distacco.
Il realismo petroniano non va inteso nel senso moderno,ovvero attraverso una analisi critica della società neroniana,ma come dice Auerbach ,la tendenza a rappresentare la realtà in modo concreto , una rappresentazione reale e spesso grottesca e caricaturale della società “bassa” senza alcuni scopi etici-moralsitici. Quello che è poi stato definito “Realismo Cosmico”,secondo la regola di separazioni di stili tipicamente antica .
Nello stesso tempo esso è,secondo una definizione di Luca Canali, un “Realismo del distacco” che si esplicita nel rifiuto di un tono moraleggiante e invettivo contro la degradazione della morale ,anzi mantiene un atteggiamento ionico,scettico e disincantato, di signorile distacco senza mai commentare o disprezzare evitando qualsiasi coinvolgimento con ciò che scrive .

Il ritmo dell’opera è incalzante e svelto, consono alla situazione dei protagonisti (quando la situazione è più movimentata il ritmo accelera).La narrazione è spesso alternata a riflessioni e digressioni dei personaggi.

Il realismo interessa anche il linguaggio. L’autore fa corrispondere allo status sociale del personaggio un determinato registro linguistico spaziando dal sermo vulgaris, plebeius, famililiaris al linguaggio più alto.

Lo stile è duttile ed è il mezzo principale per la caratterizzazione dei personaggi (un’esasperata elaborazione formale).

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