bulbina di bulbina
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Opere Apuleio

Apologia
È un’orazione giudiziaria, l’interesse è legato al dato biografico. Qui si collega il processo per magia intentato ad Apuleio di cui essa riproduce in forma letterariamente elaborata l’autodifesa. Il processo sembra originato da ragioni d’interesse economico.
Pudentilla aveva due figli: Ponzione e Pudente. Il primo era sposato e suo suocero, poco dopo il matrimonio di Apuleio con Pudentilla, cercò l’appoggio di Ponziano e alla morte di costui cercò l’appoggio del fratello minore Pudente, per colpire Apuleio.
Lo scopo era di interdirgli l’accesso futuro all’eredità della moglie ben più anziana di lui, col pretesto di tutelare gli interessi di Pudente. Caduta quasi subito una prima accusa chiaramente pretestuosa che gli addebitava la morte di Ponziano, ad Apuleio fu contestato il reato di magia, punito dalla lex Cornelia ‘’de /*sicariis’’ e ‘’de beneficiis’’: solo grazie al ricorso ad arti magiche egli aveva potuto piegare al matrimonio una vedova ricca e non più giovane.
In primo luogo cerca di smontare gli argomenti che l’accusa aveva ricavato dalla sua vita privata, moltiplicando disquisizioni dotte su elementi disparati così da guadagnare il dominio totale degli avversari sotto il profilo culturale; successivamente ribatte l’accusa specifica di essere mago, con l’orgogliosa affermazione della propria attività di filosofo.
Venne accusato di avere il dentifricio e lo specchio. Nel dentifricio c’erano erbe usate per la magia. Lo usa per lavarsi i denti così come vengono lavati i piedi e fa una lezione sull’igiene. Per quanto riguarda lo specchio dimostra il parere dei filosofi: riflette quello chi si nasconde dentro l’immagine; dal punto di vista scientifico invece c’è lo studio della riflessione. Domina gli avversari sotto il profilo cultura, perché non hanno di che battere. Il fatto che possedeva statuette di Mercurio, apparteneva a un culto della filosofia platonica, ribattendo che i suoi avversari non si sono formati neppure di fronte alla divinità. Infine fu accusato anche di pedofilia, concluse che ‘’solo l’ignoranza ha potuto equivocare sulla mia persona’’ .
L’ultima parte dell’opera è dedicata alla ricostruzione degli avvenimenti seguiti al suo arrivo ad Oea, allo scopo di dimostrare come il progetto del matrimonio fosse dovuto interamente a Ponziano.
Prova decisiva e che dovette guadagnargli l’assoluzione fu la lettura del testamento di Pudentilla che nominava erede principale non Apuleio ma il figlio Pudente.

Metamorfosi
Sappiamo con certezza che l’apologia è del 158. Dunque le metamorfosi è stato composto dopo il 158, altrimenti sarebbe rientrato nel processo e accreditato l’idea di Apuleio mago.
Il suo titolo originale era metamorphoseon libri undicim, ma tale titolo conobbe subito la concorrenza di quello dato da Sant’Agostino, Asinus Aureus.
Non si sa se l’aggettivo è un apprezzamento della qualità del testo o è legato al pelo rossiccio dell’animale.
Contenuto:
il protagonista, Lucio, giunge in Tessaglia, terra di maghi e fattucchieri, ospite ad Iporta nella casa di una maga, ne vuole sperimentare i sortilegi e con l’aiuto della servetta Fotide si trasforma, cerca di trasformarsi in un uccello , ma per l’accidentale sostituzione dell’unguento, si vede trasformato in asino, pur conservando intelligenza e sentimenti umani. Prima di poter ricorrere all’antidoto (cioè mangiare delle rose) viene rapito da una banda di briganti. Il racconto principale diventa cornice di un secondo racconto nella forma di una novella narrata a Corite, una fanciulla rapita dagli stessi briganti il giorno prima delle nozze, è raccontata nel covo in cui sono tenuti prigionieri, da una vecchia , per confortare la fanciulla (idea presa dopo da Manzoni) : la favola di Amore e Psiche.
Riprende la narrazione della principale con la presentazione delle tragicomiche peripezie dell’asino che passa dalle mani di sedicenti sacerdoti della dea Siria, dediti a pratiche lascive a quelle di un mugnaio fatto morire dalla moglie, di un atalano poverissimo, di un soldato romano, di due fratelli, uno cuoco l‘altro pasticciere.
Ovunque l’ asino osserva e registra azioni ed intenzioni con la mente di umano, spinto dalla curiosità per il mondo circostante e dal desiderio di trovare le rose che lo avrebbero potuto liberare dal sortilegio.

Della sua natura ambivalente (ha mani di umano) si accorgono i due fratelli, i quali informano il padrone che compra l’asino per farne mostra gli amici: in un crescendo di esibizioni Lucio riesce a sfuggire a Corinto dall’arena in cui è stato destinato a congiungersi con una condanna a morte.
(condanna a morte ad bestias: esisteva in tutto il mondo in un contesto lascivo, tali pratiche avvengono anche in contesto sessuale)
E nella fuga raggiunge una spiaggia deserta dove si addormenta. In sogno la dea Iside gli preannuncia la fine delle tribolazioni. Il giorno seguente Lucio si avvicina ad una processione di fedeli della dea e mangia la corona di rose tenuta in mano dal sacerdote. Recuperate le fattezze umane, viene iniziato ai misteri di Iside e Osiride, e alla fine Lucio diventa loro sacerdote.

Per quel che riguarda il genere letterario di appartenenza si parla di romanzo, la casistica dei generi letterari antichi non prevede un ______ definito per questo tipo di narrazione.
(il romanzo non viene definito nella poetica di Aristotele, è un genere aperto, accoglie spunti di tanti generi letterari)
Essa rivela parentele e impresti con altri generi , dall’epica alla storiografia, dal racconto mitologico alla satira menippea ma che lo cede con modalità ed esiti autonomi, per questo motivo si preferisce ricorrere al termine moderno di romanzo, anche se l’impiego è anacronistico.
Aprendo la narrazione Apuleio avverte il lettore che il suo programma consiste nell’intrecciare fabule di tipo Milesio (matrona di Efeso>) non serie di racconti a sfondo erotico e meraviglioso, tenuti insieme da un racconto cornice, in cui la vicenda del protagonista, narrata in prima persona si fa garante dell’unità del contesto.

Un’altra importante questione riguarda il delicato problema delle fonti. E’ noto che un romanzo a noi pervenuto tra le opere di Luciano di Sanosata ma sicuramente spurio, sviluppa lo stesso intreccio col titolo di ‘’Lucio l’asino’’, in lingua greca e in forma molto più concisa rispetto a quelli di Apuleio.
Abbiamo poi la testimonianza del patriarca bizantino Fazio, che dichiara di aver letto racconti di trasformazioni nell’opera di un tale Lucio di Patre, in versi liberi, dei quali i primi due sarebbero stati copiati dall’opera di Luciano, o Luciano li avrebbe presi da Lucio.
Secondo qualche studioso, Lucio di Patre è Apuleio stesso, autore di una stesura in greco delle metamorfosi.
Restano aldilà delle questioni tre punti fermi:
1) Alla base delle metamorfosi di Apuleio c’è una trama: l’imbestiamento di un umano in asino già presente nella novellistica Milesia greca. Anzi è uno dei tanti capitoli della vasta letteratura di metamorfosi che inizia con le trasformazioni in porci dei compagni di Ulisse ad opera della maga Circe.
2) Apuleio si impossessò di tale trama generica e l’arricchì di elementi descritti dalla tradizione Milesia inserendoli con la tecnica ad incastro entro la trama principale.
3) Sull’elemento erotico avventuroso di ispirazione Milesia, Apuleio innestò anche quello mistico, specchio evidente di una inquietudine religiosa tipica di un epoca che nei culti misterici cercava di colmare il vuoto lasciato dalla religione tradizionale.
(l’ uomo quando sbaglia diventa una bestia, ma attraverso delle prove della vita, si riscatta, e ritorna umano, grazie all’intervento della divinità)
Più interessante appare il significato complessivo e il tono del racconto che il testo del racconto presenta rispetto a quello del mondo Lucianeo. Lucio o l’asino è una narrazione di puro intrattenimento, nelle metamorfosi di Apuleio c’è una frase:
lector intende laetaberis

1)lettore fa attenzione ti divertirai [intrattenimento]

2) lettore rifletti, troverai la tua letizia
(gioia spirituale) evita gli errori che ha fatto Lucio
[meditazione]* *novità rispetto alla fonte


L’introduzione dell’elemento mistico nel finale porta a dire che l’uomo, spinto dai suoi istinti, finisce col diventare una bestia. Attraverso varie prove, peripezie, grazie ad essere superiore può recuperare e rientrare nella sua piena umanità.
Il lettore può riflettere, e tenersi lontano da quegli errori che hanno portato Lucio a diventare una bestia.
Ha una funzione APOTROPATICA-> tiene lontano il lettore dal compiere quegli stessi errori.

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