L’età augustea aveva segnato un vero e proprio punto di svolta, infatti era giunto a compimento il lungo processo di sviluppo iniziatosi nella letteratura latina; esso aveva una delle sue linee portanti, all’interno degli autori latini, di emulare tutti i generi letterari greci. I letterati furono portati a confrontarsi non solo con i modelli greci ma anche con quegli autori considerati i “classici” latini. Ne derivò il fenomeno del classicismo, ossia la tendenza ad imitare quei modelli ritenuti perfetti ed esemplari. L'imitazione non è mai pedissequa perché si ispira sempre al criterio dell’emulazione; di fronte a testi eccellenti e insuperabili l’emulazione assume forme che gli studiosi moderni definiscono “magneristiche”. Gli autori tendono non tanto a rinnovare i modelli quanto piuttosto a variarli ingegnosamente. Le tendenze della poesia sono del resto coerenti e omogenee con quelle della prosa, le tendenze “asiane” esercitano un forte influsso sia sulla prosa sia sulla poesia, appaiono spesso orientate a veri e propri giochi di parole.
Per quanto riguarda la poesia riscontriamo un allontanamento della sobrietà e della misura a cui il poeta augusteo si era attenuto e la tendenza ad amplificare il discorso accentuandone il phatos.
Registrati via email