Genius 5407 punti

Natura favolosa e mostruosa
(Plinio il Vecchio,Naturalis historia VIII 72-80)

Analisi del testo

In questo brano Plinio offre una rassegna di animali favolosi:sfingi,pegasi,basilischi,leucocrote e manticore sono solo un’esigua rappresentanza dei molti mostri o portenti di natura dei quali egli ha trovato notizia presso le sue fonti.Buona parte di essi andrà a incrementare i bestiari che hanno tenuta desta la curiosità dei lettori medievali,garantendo di riflesso un cospicuo interesse per la Naturalis historia.
Gli animali qui descritti,come una buona parte di quelli elencati da Plinio nell’ottavo libro,sono da considerare puramente fantastici:anche se in essi si è creduto fino al Seicento inoltrato,le nostre conoscenze scientifiche escludono che essi siano mai esistiti.Quello del riscontro scientifico è tuttavia il metodo meno idoneo per una corretta valutazione dell’opera pliniana:ciò che conta,invece,è scoprire il sistema di ricerca,l’operazione mentale che ha guidato l’autore.Plinio non ha voluto contrabbandare come vere certe realtà fantastiche,ma si è limitato registrare dati che aveva trovato nei testi che aveva consultato;soprattutto in quelli di Aristotele,ma anche di molti compilatori,collettori di leggende,raccoglitori di notizie esotiche.Che Plinio non intendesse accreditare frottole è dimostrato,oltre che dalla frequente citazione della sua fonte,dai vari incisi<<si dice>>,<<tramandano>>ecc.;allo stesso modo avanza riserve sul veleno del basilisco(creditum quondam,par.78),attribuisce a Ctesia i dati sulla manticora(par.75)e prende le distanze,con un dicunt,dalla notizia secondo la quale la leucocrota sarebbe in grado di imitare la voce umana(par.74).

La natura favolosa era un argomento che parlava da sé e non richiedeva abbellimenti letterari per esercitare attrattiva.L’espressione è pertanto rigorosamente denotativa;lo stile è essenziale e perlopiù affidato a frasi normali(per es.Apud eosdem et quae vocatur eale,par.73),tra loro legate da nessi assai deboli,spesso disarticolate da anacoluti(come nel passaggio al par.74,che,dopo l’attacco nominale sopra riportato che governa tutto il par.73,introduce a sorpresa l’accusativo atrocissimos tauros silvestres,per evidente ripresa del costrutto Aethiopia generat dall’inizio del par.72).
Lo scrittore si preoccupa insomma di fornire il maggior numero possibile di dati,riversando nel testo il suo ricco schedario,senza preoccuparsi di ricercare connettivi eleganti per fare effetto.Solo di tanto in tanto dalla narrazione si enuclea qualche considerazione generale,come nel caso del terribile basilisco(par.79),che tuttavia non resiste al veleno della donnola:<<a tal punto la natra-dice Plinio-ha voluto che nulla fosse senza il suo pari[…]così si conclude la lotta della natura con se stessa>>.

Registrati via email