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La natura violata
(Plinio il Vecchio,Naturalis historia XXXIII 70-73)

Analisi del testo

Il libro XXXIII della Naturalis historia è dedicato ai metalli preziosi,oro e argento.In particolare,i parr.66-79 trattano dell’estrazione dell’oro.Il sistema di raccolta descritto,praticato soprattutto nelle miniere di Spagna,consisteva nel creare un gigantesco cumulo di macerie sventrando una montagna e provocandone il crollo,per poi ricavare l’oro in essa contenuto attraverso il lavaggio con un sistema di acque forzate.
La descrizione delle miniere accosta l’elogio della tecnica e del successo,paragonabile a quello dei Giganti,alla condanna moralistica della fame dell’oro.C’è da osservare,peraltro,che,nell’esprimere il suo punto di vista sul lavoro in miniera,Plinio non condanna le disumane condizioni di vita in cui erano tenuti i minatori e riferisce con freddezza delle morti dovute al crollo improvviso di gallerie,allineandosi così al punto di vista dei ceti di potere.La disapprovazione investe invece la auri fames(la virgiliana auri sacra fames di Eneide III 57),che induce gli uomini non solo a mettere a rischio capitali in una ricerca dai risultati assai malcerati,ma a violare le viscere della terra per strappare alla natura quanto essa non intende mettere spontaneamente a disposizione dell’uomo.

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