*SaRi* di *SaRi*
Ominide 50 punti

Marziale

Nasce a Bilbilis in Spagna, giunge a Roma all'epoca dei Flavi, dove conosce Seneca e Lucano e dove si adatta alla condizione di cliente che gli permetteva di dedicarsi all'attività poetica, tuttavia non gli consente di vivere una vita agiata. Si lamentava che non esisteva più il bel tempo antico in cui c'erano i mecenati che proteggevano i poeti. La sua notorietà ha inizio intorno all'80 con la pubblicazione avvenuta su commissione del "Liber de spectaculis" dedicato all'imperatore Tito in occasione dell'inaugurazione del colosseo. Grazie ad esso ottiene una ricompensa, cioè i privilegi per le famiglie con tre figli o anche senza prole. Si trasferisce per un breve periodo a Forum Cornelii (Imola) a causa delle difficoltà economiche che gli si presentarono a Roma. Ma insofferente anche di questa condizione si trasferì definitivamente in Spagna nella sua cittadina natale accogliendo l'invito di una ricca concittadina, Marcella. Raggiunge finalmente una certa stabilità economica.
La sua produzione comprende vari epigrammi. Originariamente gli epigrammi erano le iscrizioni sulla tomba con funzione commemorativa, in età ellenistica diventano, invece, un genere letterario, adatto alla poesia di occasione con temi leggeri (simposiaco, erotico, satirico, moraleggiante…). Nell'ambito della poesia latina l'epigramma non aveva una gran tradizione anche se Catullo e Orazio ne scrissero alcuni. Questo genere trova poi riconoscimento con Marziale che scrive quasi esclusivamente degli epigrammi, alcuni di essi introdotti da una dedica accompagnata da una prefazione in prosa. Marziale inoltre perfeziona la tecnica della battuta finale, che conclude con arguzia l'epigramma, rendendolo molto efficace. Negli epigrammi vi sono poi cenni alla politica, agli editti e alle leggi e spesso caricature e "prese in giro" di personaggi. Il tratto caratteristico della poesia di Marziale è il realismo, l'aderenza ai molteplici aspetti del reale: commemora fatti concreti, momenti importanti della vita dei vari destinatari. Egli giustifica la scelta degli epigrammi con la frase "hominem pagina nostra sapit (= le nostre pagine sanno di uomo), cioè in esse c'è tutto ciò che riguarda l'uomo". Gli ultimi due libri degli epigrammi sono gli "Xenia" (doni che venivano scambiati durante le feste dei saturnali) e gli "Apophoreta" (regali che i convitati si portavano via dai banchetti).
Anche la lunghezza dei versi, come degli epigrammi stessi è varia. Nei suoi versi si trovano genericamente tipi umani che ricorrono nella satira e nell'epigramma, l'avaro, il seccatore, il parassita. Nei versi di Marziale si mescolano accanto al motivo centrale comico-realistico temi celebrativi rivolti a personaggi potenti o al principe stesso, temi d'occasione, come il banchetto, temi funerari e versi erotici. Per quanto riguarda la lingua, Marziale si esprime in modo schietto ed immediato senza disdegnare il ricorso a parole volgari e a volte si rivolge ai lettori chiedendo indulgenza per l'oscurità della sua lingua.

Registrati via email