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Marziale, Marco Valerio - Epigrammi (4) scaricato 0 volte

Marziale


Epigrammi satirici: varia umanità e la prende in giro, bisogna ridere.
“La poetica” quello che mette nella sua poesia non è fotografia di se stesso. Gli epigrammi satirici fanno ridere ma l’epigramma non è solo un gioco ed è comunque più frivolo di chi parla di miti, epica. Lodano la poesia tragica ma leggono i suoi epigrammi.

L’opera che conserva di più è la poesia, quindi è un riferimento alla cultura passata (ho creato un’opera più durevole del bronzo), è spontaneo ma ha alle spalle questa cultura.

“Nuovi spettacoli: il pugnale di ghiaccio” è un fatto di cronaca, lavora sul sangue caldo e la lastra di ghiaccio. È morto un ragazzo. Come viene descritta questa realtà? Con dettagli, descrive la lastra che l’ha ucciso, è caduto e immaginiamo il ghiaccio che si scioglie nel sangue. La compassione, il dolore non c’è, c’è solo la domanda dove non c’è la morte? Marziale è assente, vede da lontano gli eventi. È una terra funebre.

“Epigramma funebre”


A) La piccola è morta e chiede ai suoi genitori di accompagnarla. Si rivolge anche alla terra, era piccola, quindi è stata leggera con la terra, quindi chiede di non opprimerla. Parla di una commozione.
B) Un epigramma funebre per la stessa bimba. Vuole celebrare la bimba ma lo fa con un catalogo, ma non ci commuove, diventa solo manifesto, la paragona al miele, al giglio, alle perle. C’è solo una minuzia di particolari.
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