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Marziale - La scelta dell'epigramma e le opere

Marziale indirizzò la sua poesia verso il genere dell'epigramma; all'inizio forse intendeva dedicarsi a una poesia dei contenuti più elevati. Molto importante nelle sue opere è la presenza della mitologia, prevalgono i resoconti schematici dei più importanti miti. La funzione della mitologia è solo ornamentale. Per quanto riguarda la politica, l'epigramma consentiva a Marziale di spingersi un po' oltre, di avere un approccio più realistico con il mondo esterno, compresa la sfera sessuale. Nel mondo greco, l'epigramma era molto famoso e aveva alle spalle una tradizione secolare, a Roma l'epigramma era specializzato nella tematica amorosa (Catulo, Licino), ma non erano escluse altre tematiche (satira).

Liber de spectaculis
Questa opera c'è giunta incompleta, in quanto non sono stati registrati tutti gli spettacoli che furono tenuti per l'inaugurazione dell'anfiteatro Flavio nell'80 d.C. Si tratta di poesia celebrativa della casa imperiale, il primo epigramma esalta la magnificenza del nuovo anfiteatro (meraviglie architettoniche, genti da posti lontani giunti per ammirarle, descrizioni di giochi, mimi a tema mitologico, combattimento di gladiatori, battaglia navale).

Xenia e Apophoreta
Hanno nomi greci e indicano i doni da inviare agli amici (o i biglietti poetici che mi accompagnano). Si tratta di poesia d'occasione, che ci riporta alla tradizione di scambiarsi doni nella ricorrenza dei Saturnali (7 giorni ). Durante questi giochi, si annullavano le distanze tra schiavi e padroni, che mangiavano allo stesso tavolo, e si assisteva addirittura a uno scambio di ruoli (come un carnevale). Marziale prende spunto proprio da questa festività per i suoi biglietti di accompagnamento ai doni, esempi di poesia che cerca nella brevità e nell'arguzia il suo carattere peculiare.

Gli epigrammi
I 12 libri degli epigrammi ci rivelano che il pubblico di Roma sa apprezzare la poesia di Marziale (una poesia di intrattenimento, ricca di spunti autobiografici, usa ironia). Il poeta si affida alla tecnica del degrado eroicomico, una sorta di amplificazione alla rovescia (ad esempio un cinghiale contro il quale lottavano gli eroi del mito, e ridotto alle dimensioni di un topo). Queste tecniche che egli usa sono molto evidenti nel brano del trasloco.

Il poeta si affida anche alla battuta breve, all'affermazione inattesa, secondo la tecnica che gli antichi definivano con un termine greco aprosdoketon (che significa contro le aspettative). Gli epigrammi di Marziale assumono spesso carattere satirico o di aperta derisione: egli mette a fuoco nella sua poesia la vita di matrone solo apparentemente caste, o parla di moralisti che danno libero sfogo alla loro fantasia. Il poeta parla di tutte le classi sociali, ma i suo bersagli privilegiati sono il lussurioso, la donna vanitosa e la vecchia sfatta nel fisico. Il carattere peculiare della produzione di Marziale e l'oscenità, questo però non deve suscitare scalpore, perché questi epigrammi erano destinati a chi assistiva alle feste di Flora, appunto piene di volgarità e sconcezze.

Il trasloco
L'epigramma è un piccolo capolavoro per il realismo cui dà prova Marziale nel focalizzare la miserabile vita quotidiana di Roma. La situazione è caratterizzata, attraverso riferimenti mitologici, dalla presenza della plebe e dalla distruzione di oggetti umili.

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