MARCO ANNEO LUCANO

Lucano è nato a Cordoba, nipote di Seneca, venne educato a Roma e ad Atene, successivamente fu richiamato a Roma da Nerone che lo accolse nella propria cohors amicorum, e durante i Neronia, dei ludi di Nerone, Lucano cantò le Laudes Neronis. Cade in disgrazia quando Nerone gli si voltò contro, ostile forse per diversi gusti letterari o per la posizione politica di Lucano, vietandogli di pubblicare i suoi versi. Aderì alla congiura di Pisone, e come Seneca, fu costretto a darsi la morte. Opere perdute: la tragedia “Medea”, l’epillio “Orpheus”, un “Iliacon”, “Silvae”, “Fabulae salticae”.

BELLUM CIVILE
E’ un poema epico dedicato a Nerone, doveva probabilmente essere di 12 libri ma per la sua morte prematura ne ha scritti 10, è noto anche con il titolo “Pharsalia” perché nel IX libro scrive che la sua opera “Farsaglia” avrà fama immortale. Argomento è la guerra civile tra Cesare e Pompeo che termina nella battaglia di Farsalo (Farsaglia) con la morte di Pompeo. Lucano riprende Tito Livio, Asinio Pollione, e Seneca. Libri:

1. Dopo il proemio e l’elogio di Nerone, vengono descritti Cesare e Pompeo, e infine Cesare invade l’Italia occupando Rimini.
2. Qui c’è il conflitto tra Mario e Silla, e un incontro tra Bruto che non sa se partecipare o meno alla guerra, e Catone che vuole impegnarsi a fianco di Pompeo. Pompeo fugge in Grecia.
3. A Pompeo appare il fantasma della moglie che vuole perseguitarlo per aver sposato un’ altra donna. Segue una rassegna dei popoli orientali dalla parte di Pompeo.
4. Guerra in Spagna e in Africa, dove Curione, dalla parte di Cesare, muore.
5. Cesare mentre si fa traghettare da Amicla, è sorpreso da una tempesta.
6. Consultazione della maga Eritto, esperta in magia nera.
7. Battaglia di Farsalo e sconfitta di Pompeo.
8. Pompeo scappa in Egitto dove viene ucciso.
9. L’anima di Pompeo si posa nei petti di Bruto e Catone, quest’ultimo sarà l’antagonista di Cesare e l’eroe del poema.
10. Cleopatra seduce Cesare.
Il poema termina con il racconto di una congiura contro Cesare, incompleto.

L’EPOS DI LUCANO
Lucano elimina dal poema il divino, il mitologico, al contrario dei tradizionali poemi epico-storici romani, utilizza solo visioni, sogni, pratiche magiche. Per questo il Bellum Civile appare atipico, ma anche perché, a differenza di altri poeti come Virgilio, Nevio, Ennio, non celebra le vittorie, ma la caduta della libertas repubblicana. Dunque il tema centrale è una sconfitta, una catastrofe, e Lucano deplora questi eventi. L’elogio a Nerone non rispecchia il pensiero dell’autore, infatti è stato interpretato in chiave ironica. Dato che il tema è negativo il sublime non è la grandezza di Roma, ma la grandiosità e l’eccesso delle vicende. Il narratore talvolta è in prima persona, ha affinità con Seneca in quanto attribuisce un posto importante alla morte, rivelando un gusto per il macabro. Inoltre sceglie una narrazione selettiva e asimmetrica, alcune parti vengono trattate con più intensità, e altre riassunte.

IDEOLOGIA E RAPPORTI CON VIRGILIO
Il poeta presenta caratteristiche stoiche, celebrazioni di stoici, esaltazione al suicidio..
Crede che il Fato domini il mondo, ma non accetta questo destino, è molto avverso al Fato, si ribella e protesta. Fra le cause della guerra egli crede che il Fato provi invidia per la grandezza di Roma e quindi scateni la sua ira sugli uomini. Si contrappone al modello di Virgilio in quanto tratta della tematica della sconfitta, si avvicina al modello in quanto invece tratta di una profezia, della maga Eritto nel VI libro, che riporta dalla morte un soldato il quale rivela i misteri dell’oltretomba, proprio come nell’Eneide Enea scende negli inferi, ma al contrario di quest’ultimo, non vengono predette future vittorie per Roma, ma sconfitte.

I PERSONAGGI
Il poema, avendo come tematica principale la sconfitta, non ha un eroe del tutto propenso al bene. I personaggi sono tutti tendenti all’eccesso e alla grandiosità, per rendere il sublime. Cesare è definito come un genio del male, iracondo, crudele, caratterizzato da una forte empietà nei confronti della sua patria, non rispetta le decisioni del popolo. I valori positivi sono attribuiti invece a Pompeo e Catone. Pompeo però, nonostante sia il difensore della legalità repubblicana, viene descritto come abbandonato dalla Fortuna, e la prima vittima del Fato avverso alla repubblica. Catone invece è una figura pienamente positiva, campione della libertas e l’incarnazione del sapiente storico, moralmente superiore agli Dei. Nonostante figura positiva non è un vero protagonista in quanto compare poche volte nel poema.

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