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Lucano

Nasce a Cordoba (Spagna), nipote di Seneca (figlio del fratello). Si trasferisce a Roma dove avviene la sua formazione. Segue la filosofia stoica perché il suo maestro era lo stoico Anneo Cornuto, grazie allo zio di Seneca entra alla corte di Nerone. Non si capisce perché la sua fortuna con Nerone si interrompa, (forse perché era geloso della sua bravura poetica o forse perché fu coinvolto in una congiura). Nell'opera principale (il "bellum civile" o "Pharsalia", il cui nome deriva da un verso di Lucano "Pharsalia Nostra Vivet, che indica il nome dato all'opera e l'immortalità dell'opera stessa) ci sono forse i motivi di questo odio. Infatti Lucano vuole scrivere un'opera storica (poema epico storico) e i primi libri sono stati recitati davanti a Nerone, ma poi c'è un distacco con i libri seguenti, e l'opera diventa quasi una denuncia del modello dispotico e della dittatura (a causa dell'inimicizia con Nerone) secondo l'ideale stoico di parità sociale. I libri che ci sono pervenuti sono 10, e l'ultimo è molto breve per l'improvvisa morte del poeta (dopo la scoperta della sua partecipazione alla congiura dei Pisoni si uccise, recitando un verso in cui un soldato muore analogamente), in realta l'opera avrebbe dovuto avere 12 libri, poichè, si pensa, dovesse arrivare alla morte di Cesare, mentre giunge solo al suo soggiorno in Egitto (12 anche per evidenziare la contrapposizione con Virgilio con i suoi12 libri dell'Eneide). Narra gli eventi storici dal passaggio del Rubicone fino alla rivolta di Alessandria contro Cesare (avvenimenti recenti). Lucano si attiene nella stesura a fonti storiche: le epistole di Cicerone, la vita di Catone l'Uticense, i commentarii di Cesare e Livio. Le fonti letterarie sono l'Eneide di Virgilio ed è inoltre evidente l'influsso di Ovidio e Seneca nello stile. Il poema è considerato un'opera storica da cui attinsero storici posteriori.
Primi libri --> Lode a Nerone più la narrazione delle prime avventure di Cesare (scontro con Pompeo, battaglia di Farsalo).
8°, 9° e 10° libro --> storia di Catone e Cesare in Egitto. Si è pensato che i primi libri siano stati scritti quando Lucano fu vicino a Nerone e gli altri no, anche se lo scopo dell'opera appare chiaro: evidenziare che Cesare vince non perché sostiene una giusta causa, ma perché propone la legge del più forte.
--> Cesare è delineato negativamente (vive il FUROR, non la CLEMENTIA). Questa descrizione negativa ha il suo culmine quando Cesare va a visitare la tomba di Alessandro Magno (10° libro) --> parallelo tra i 2, perché entrambi hanno imposto un potere assoluto sugli altri con la loro persona. Contrapposto a Cesare c'è Catone (visto come portatore della virtù romana, uomo che combatte per la causa giusta) e poi c'è una figura abbastanza passiva, Pompeo. Non è portatore di qualche valore preciso. Antivirgilio: rifiuto del mito ma presenza della magia, con i suoi toni lugubri (amati da Lucano, ma anche da Virgilio e Orazio). Si rifà anche alla tradizione Liviana e Neviana, ma si distacca da questi perché il poema epico era sempre stato un modo di celebrare lo stato romano, mentre in Lucano diventa un modo per denunciare le sue ingiustizie. L'intento è di esaltare la libertà e criticare il dispotismo.
Il linguaggio è tratto dal Virgilio delle Georgiche, dalla retorica, vicini all'asianesimo (ampolloso).

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