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LUCANO:

nasce a Cordova nel 39 d.C. figlio di marco Anneo Mela,fratello di Seneca. Studiò a Roma presso lo storico Anneo Cornuto e successivamente retorica in Grecia. Grazie a Seneca entrò nel cohor amicorum di Nerone e divenne anche questore. Durante la celebrazione delle Neronia del 60 d.C. cantò le Laudes Neronis.
Successivamente a causa dell’ostilità del princeps fu “censurato” e non poté più pubblicare le sue opere.
I motivi dell’ostilità sono più o meno sconosciuti, probabilmente a causa della sua posizione filo-repubblicana esposta nel Bellum Civile o probabilmente a causa di vicissitudini personali che coinvolgevano anche Seneca filosofo.
Nel 65 d.C. partecipa alla Congiura di Pisone,fu processato e costretto ad uccidersi. Scrisse varie opere ormai andare perdute.

BELLUM CIVILE (Pharsalia): è un poema epico - storico in 10 libri (probabilmente sarebbero dovuti essere 12 come l’Eneide) e parla della guerra civile tra Cesare e Pompeo e dell’episodio della battaglia di Farsalo. L’opera si interrompe all’inizio della rivolta contro Cesare ad Alessandria nel 48 a.C. ma probabilmente avrebbe dovuto narrare della guerra in Africa fino al suicidio di Catone l’uticense ( a utica) .

Usò come fonti storiche Tito Livio ,Seneca Padre e Asinio Pollione.
Lucano elimina l’apparato mitologico e divino tradizionale e recupera l’elemento meraviglioso attraverso sogni e profezie.
E’ apparentemente un’opera atipica: infatti oltre all’assenza dell’apparato mitologico,ha anche un intento tutt’altro che celebrativo. Esso infatti narra la caduta della Libertas Repubblicana che fa coincidere con la fine della grandezza romana, biasima e deplora gli eventi che narra.
La sua visione pessimistica non solo contrasta con il tradizionale trionfalismo del filone epico - storico ma anche con lo stoicismo (evidente adesione nell’esaltazione della VIRTUS,del suicidio come suprema affermazione di libertà).
Annovera tra le cause della guerra la “Invidia fatorum Series” ovvero l’invidia del fato verso la grandezza di Roma (in conflitto con l’idea stoica di provvidenza).

Lucano ricerca l’elevatezza del genere epico attraverso la grandiosità e l’eccesso(SUBLIME). Questo gusto della dismisura e per l’eccesso investe sia i personaggi sia le vicende, vengono così privilegiati i momenti eccezionali ,ricchi di tensione e pathos. Primo fra tutti spicca il tema della Morte affrontato con un gusto per il macabro e truculento delle tragedie senecane.
La tecnica narrativa è sicuramente selettiva, Lucano seleziona e si sofferma solo sugli episodi che secondo lui sono degni di essere approfonditi. Inoltre sono presenti molte digressioni dove l’autore fa sfoggio della sua conoscenza scientifica,geografica..

L’impostazione è soggettiva,infatti molto spesso il narratore in prima persona commenta con enfasi gli avvenimenti.

Molto spesso il B.I. è definito un poema sena Eroe. Infatti il concetto di sublimità investe anche la caratterizzazione dei personaggi. Il carattere cupamente negativo esclude la possibilità di un eroe positivo che sostenga la vicenda dall’inizio alla fine (come avviene nel caso di Enea).
Cesare è presentato sempre in una luce sfavorevole dal narratore che pronuncia su di lui giudizi fortemente negativi. E’ raffigurato come un genio del male,un eroe negativo che insegue senza sosta i suoi scopi. Infatti più volte lucano si sofferma sulla sua empietà verso la patria e gli dei, che fa di lui una sorta di anti-enea (cui caratteristica principale era la pietas).
Sotto questa prospettiva i valori positivi sono affidati ad altre due figure antagoniste: Pompeo e Catone.
Il primo (sostenitore della libertà repubblicana) non ha una statura propriamente eroica,è un guerriero in declino abbandonato dalla fortuna;risulta debole,passivo,timoroso, destinato alla sconfitta.
Pompeo non è un personaggio del tutto positivo infatti come afferma lui stesso,è comunque incline alla smania di potere.

Completamente positivo è Catone,campione della legalità repubblicana e incarnazione del sapiente stoico per antonomasia. Nonostante ciò ha una posizione piuttosto marginale all’interno del poema probabilmente a causa della morte prematura di lucano che non riesce neanche a descriverne il suicidio(eroico-flosofico)

I tratti salienti dello stile sono la Concettosità e le Sententiae attraverso le quali l’autore formula giudizi coincisi ,frasi a effetto,incisive e pregnanti. Lo scopo principale, infatti, è “che si crei una tensione, la più forte possibile,spasmodica,parossistica e che mai si allenti”.

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