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Lucano - Il poema epico anti-virgiliano

Vita
Figlio di un fratello del filosofo Seneca, Lucano nacque a Cordova nel 39, ma ebbe la sua formazione a Roma. Era amico personale di Nerone e fu premiato ai Neronia, le gare istituite dall’imperatore stesso. Dopo alcune opere minori perdute si dedicò alla composizione di un vasto poema epico di contenuto storico, la Pharsalia (battaglia di Farsalo, teatro della sconfitta Pompeo) o Bellum civile (titolo che si rifà a Ennio, Livio e Nevio), che trattava della guerra civile tra Cesare (populares) e Pompeo (fautore del senato, delineato come figura non stabile). Qualcosa lo rese antipatico al principe: forse l’invidia di Nerone oppure il poema che era animato da troppa nostalgia nei confronti dell’antica repubblica, nonostante contenesse le lodi di Nerone. L’imperatore gli impose il silenzio e Lucano passò all’opposizione prendendo parte alla congiura di Pisone. Fallita la congiura Lucano fu condannato, ma si suicidò nel 65.

Lucano poeta epico
Il Bellum civile è in contrapposizione a Virgilio. L’argomento è la guerra civile fra Cesare e Pompeo, ma la narrazione ha il centro ideale nella battaglia di Farsàlo (episodio decisivo del conflitto).

La struttura del poema
L’opera è composta in esametri ed è divisa in 10 libri.
Non vi è l’invocazione alle Muse. Sembra che gli dei non intervengano nelle cose umane. Secondo alcuni Lucano non avrebbe avuto modo di terminare il testo, secondo altri lo avrebbe fatto apposta.
Il racconto comincia con il passaggio del Rubicone da parte di Cesare. Durante il viaggio a Pompeo appare il fantasma di Giulia (figlia di Cesare) che preannuncia sciagure. Pompeo raccoglie le truppe dell’oriente. Cesare assedia Marsiglia. Seguoni i successi di Cesare in Spagna. La maga Eritto preannuncia la rovina dell’esercito pompeiano. Pompeo cerca rifugio in Egitto presso il re Tolomeo. Questi invia il suo ministro Potino, che decapita Pompeo. Ciò suscita lo sdegno profondo di Cesare, quando gli viene presentata la testa mozzata del rivale.

Lucano, Virgilio e la storia di Roma
Nell’intero poema vi è una visione pessimistica. La visione della divinità è negativa (avversa agli uomini).
Il Bellum Civile è considerato l’anti-mito di Roma. In opposizione all’Eneide, esso rievoca il declino e la dissoluzione della res publica.
In Lucano, come in Virgilio, è presente il tema della profezia del morto: ma mentre nel poema di Virgilio Enea incontra nell’aldilà il padre Anchise, che gli preannuncia il glorioso destino di Roma, nulla di tutto ciò è presente in Lucano, dove il cadavere rivela a Sesto Pompeo la rovina che attende la sua parte.

I protagonisti del Bellum civile
Non vi è la presenza di un unico eroe, protagonista è il popolo romano.
Importante è comunque la figura di Cesare, guidato dal furor e dall’ira (coincide con il ritratto sallustiano di Catilina). Il Cesare di Lucano è duro e deciso, secondo la tipologia convenzionale del tiranno. In confronto a lui, Pompeo è l’eroe sconfitto, la vittima del fato.

Lo stile
Lo stile di Lucano è anticlassico: uno stile dominato dall’eccesso e dal paradosso, dalla ricerca di frasi rotte e incisive, dallo sforzo di caratterizzare i particolari, di attirare l’attenzione su ogni elemento del discorso. Di Lucano ricordiamo il gusto per il macabro e l’orrido, gusto comune dell’epoca, molto in contrasto con Virgilio.

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