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Lucano, il Bellum civile

Lucano nacque a Cordova nel 39 d.C.
Era figlio del fratello minore di Seneca. Trasferitosi a Roma fu allievo dello stoico Anneo Cornuto, e frequentò ambienti letterati vicini a posizioni stoiche. Nerone volle conoscerlo e lo avviò alla carriera politica prima dell'età consueta.
Si narra che, in seguito, i rapporti con l'imperatore si incrinarono, al punto che Lucano si unì alla congiura dei Pisoni. Durante la repressione della congiura ebbe l'ordine di suicidarsi e morì così giovanissimo, all'età di soli 25 anni.
Di Lucano ci resta solo il poema incompiuto per la precoce morte dell'autore: Bellum Civile o Pharsalia, ma la sua attività poetica fu ampia (si ricordano i Saturnalia, le Silvae, la tragedia Medea, il carme Orpheus, oltre ai poemetti giovanili Iliaca e Catachthonion).

Nel poema a noi giunto si raccontano le fasi cruciali della guerra civile che oppose Cesare a Pompeo. In base alla struttura, si può immaginare che Lucano volesse comporre un poema di dimensioni simili a quelle dell'Eneide. Lucano esprime un giudizio severo sugli eventi; si scontrano uomini uniti dallo stesso sangue, mossi da passioni che hanno sconvolto ogni regola della convivenza umana. Vi è la violazione delle norme della pietas, non vengono rispettati i valori tradizionali. Tra i due vi erano vincoli di parentela, Pompeo aveva sposato Giulia, figlia di Cesare.
Nel corso del poema si assiste, allo stesso tempo, ad un sempre più deciso apprezzamento delle ragioni di Pompeo. Cesare ha una personalità forte, dura, tende al potere assoluto, ha un'ambizione sconfinata, disprezza la pietas. Pompeo partecipa al conflitto, soprattutto per potervi porre fine. Però anche a Pompeo Lucano riconosce lati negativi: è attratta dal potere e dalle ricchezze, però in modo accettabile. Il terzo personaggio del poema è Catone, i cui tratti sono quelli della moderazione. Egli è l'unico personaggio nettamente positivo del poema, ma appartiene ad un mondo che non esiste più, simbolo della legalità repubblicana ma anche del saggio stoico. Lucano rovescia la prospettiva dell'epos nazionale. Una componente centrale dell'epica tradizionale è la dimensione mitologica, che nel Bellum civile manca, trattandosi di un' opera epica storica. La sfera religiosa viene sostituita dalla ricerca del meraviglioso e cede al superstizioso e allo stregonesco, oltre che al macabro. Pur essendo Virgilio il suo modello di riferimento, ma in Lucano vi sono artifici linguistici, una tendenza al concettismo, il gusto dell'orrido, oltre che l'uso della prima persona e la caratteristica del "furor" di Cesare contrapposta alla "pietas" di Enea.

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