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La letteratura della prima età imperiale

La morte di mecenate portò a un distacco tra potere politico ed élite intellettuale che non si sarebbe più sanato. La crisi del mecenatismo è già manifesta con tiberio, che non sembra nemmeno porsi il problema di organizzare un programma di egemonia culturale. Allo stesso modo Claudio, che pure avrà personalmente un ottima fama di erudito, non riesce a farsi accentratore ed organizzatore di cultura. Solo Nerone, nei primi anni del suo principato, tenta di esercitare un patronato sulle arti e sulla letteratura. Nerone stesso fu poeta e promosse in vario modo le attività artistiche. In questi anni tornò anche a godere di un immensa fortuna il teatro. La pantomima, il genere di spettacolo favorito, era una rappresentazione in cui un attore cantava, accompagnato dalla musica, il testo del libretto, mentre il secondo attore, col volto mascherato, mimava la vicenda coi movimenti del corpo e i gesti delle mani. Sembra che caratteristico della pantomima fosse il realismo nella rappresentazione di certi effetti.
Con la morte della repubblica e delle libertà repubblicane muore anche l’ arte oratoria in quanto non è più possibile parlare ed esprimere la propria opinione liberamente; in ogni caso l’ eloquenza è coltivata con passione nelle scuole dei retori e ciò dà luogo al fenomeno culturale delle declamationes. Per le declamazioni ( cioè le orazioni che i retori pronunciano nelle sale, per puro intrattenimento, e staccate da una situazione giudiziale e politica concreta) possediamo una testimonianza preziosa, quella di Seneca il vecchio, padre di Seneca filosofo. Nel titolo della sua opera sono già presenti i tre caratteri importanti per i quali viene caratterizzato lo stile dei singoli retori: oratorum et rethorum sententiae divisiones colores.

Sententiae: sono quelle frasi di tipo epigrammatico destinate a colpire e impressionare per la loro brevità fulminante l’ ascoltatore.
Divisiones: sono le diverse articolazioni giuridiche della vicenda.
Colores: le coloriture stilistiche con cui i declamatori presentano personaggi e situazioni.

Seneca il vecchio illustra i due tipi di esercizi più in voga durante le recitazioni:
- controversia: consisteva nel dibattimento, da posizioni contrapposte, di una causa fittizia, spesso assai intricata, addirittura romanzesca.
- Suasoria: è invece il tentativo di orientare, nel momento di una scelta difficile, l’ azione di un personaggio famoso, preso dalla storia oppure dal mito.

Dato il carattere fittizio delle situazioni, scopo dell’oratore non è tanto quello di convincere quanto quello di stupire il suo uditorio.

Accanto alle declamazioni, un’ altra forma di pubblico intrattenimento sono le recitazioni, a cui aveva dato inizio Asinio Pollione. Si tratta della lettura di brani letterari davanti a un pubblico di invitati. Divenendo in questo modo un bene pubblico per sale pubbliche e teatri, la letteratura tende ad acquisire tratti spettacolari. La letteratura viene ormai concepita come spettacolo, esibizione di ingegno.

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