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La cena di Trimalchione

La Cena Trimalchionis costituisce il segmento più lungo del testo petroniano. Encolpio e i suoi compagni sono invitati nella dimora del liberto Trimalchione e di sua moglie Fortunata. La scena si snoda lungo una grottesca successione di esibizioni di cattivo gusto, dalle portate faraoniche alle razze trovate con cui Trimalchione vuole sorprendere i suoi rassegnati e compiacenti ospiti. La stessa Fortunata, nella sua figura, appare ridondante ed eccessiva come si evince dall’abito sfarzoso e dai monili troppo grandi e pesanti. Attraverso questa rappresentazione di ostentata opulenza, Petronio traccia un quadro degradato dalla società romana, in particolare del ceto dei liberti, di cui vengono portate in primo piano le carenze psicologiche, colte nel penoso tentativo di riscattare le modeste origini facendo mostra dei segni esteriori del successo. Per questo motivo, il Satyricon è stato definito un “mondo alla rovescia” : l’autore rappresenta la realtà della fase neroniana, aprendo uno squarcio reale del tempo (REALISMO) contrariamente ai testi tradizionali che tratteggiavano un mondo armonioso e perfetto

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