Giorgjo di Giorgjo
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Fedro

La favola è un antico genere letterario popolare. Tratta per lo più di animali, intendendo però riferirsi agli uomini: il genere può quindi essere collegato all’allegoria. Le favole uniscono il racconto, che serve da esempio, con la morale, che sta all’inizio (promitio) o alla fine (epimitio) della favola. In questa è anche presente il corollario (la favola insegna che…). Nonostante il suo veicolo sia la prosa, Fedro compose intere raccolte di favole in versi. La favola è un genere letterario considerato marginale dalla letteratura latina: Fedro è il primo autore a presentare un’intera raccolta di testi favolistici, e non è un’iniziativa da poco. Solo nella satira e nel romanzo la cultura romana mostra un’autonomia altrettanto spiccata.

Egli nasce nella Pieria e riceve un’educazione latina. È un autore per molti versi marginale: ha una posizione sociale assai modesta come individuo (è uno dei pochissimi autori di nascita non libera: era forse uno schiavo di origine tracia). Fu il liberto di Augusto o forse di Tiberio; compose i primi due libri di favole sotto Tiberio, per il terzo chiese l’aiuto di Eutico (sotto Caligola) e gli ultimi due furono composti in età avanzata. Le favole di Fedro, in totale circa 90, tutte in senari giambici, sono caratterizzate da una particolare brevitas che rende unitaria la narrazione, evita elementi ritardanti non necessari e fa sì che la favola costituisca una singola unità. I caratteri sono immutabili: la scelta degli animali è in relazione al loro comportamento riconosciuto come costante. Il genere favola, comunica Fedro, è stato inventato perché la “servitus obnoxia” “schiavitù punibile, vincolata, vile” non osava esprimere ciò che voleva. Attraverso le sue favole Fedro esprime il punto di vista delle classi sociali emarginate: il poeta aderisce alla mentalità delle classi umili e al senso comune popolare.

Fedro conta su un pubblico letterariamente esigente; promette a se stesso e ai propri patroni l’immortalità (in senso figurato), e sa di aver arricchito la letteratura di un nuovo genere letterario. È orgoglioso della romanizzazione e dell’attualizzazione del contenuto delle sue favole.
Come narratore, Fedro è indubbiamente debitore alla tradizione esopica: le sue favole non sono originali e l’elaborazione letteraria non può rivaleggiare con le favole che grandi poeti hanno incluso nelle loro opere. Il merito di Fedro sta nell’impegno costante per dare alla favola una misura, una regola. Fedro stesso si dichiara emulo di Esopo, favolista greco del VI secolo a.C. Motivo di orgoglio per Fedro è però la varietas, la varietà dei temi per cui egli vuole distinguersi da Esopo e superarlo sotto questo aspetto. Le sue favole di Fedro sono anche caratterizzate dalla brevitas, che è indispensabile per esporre una metafora morale.

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