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Età Giulio-Claudia

I rapporti tra Nerone e Seneca


Augusto vuole dare una successione al suo impoero, senza che sia per forza dinastico, per questo adotta Tiberio che all’età di 56 anni diventerà princeps. Essendo figlio di Claudio la sua stirpe si chiamerà Iulio-Claudia. Il nipote adottato Germanico muore sotto il potere di Tiberio e Tacito accusa lo stesso princeps , che non si farà più vedere a Roma per paura di una congiura. A questo punto l’unico che poteva salire al governo era Calligola, figlio di Germanico. Il suo modello sono le monarchie orientali e pretese per se e la famiglia culti divini, dopo 4 anni di principato fu ucciso.
Claudio lo segue e cerca di ristabilire la pace e la tranquillità, riuscendo a governare in modo equo e ad allargare i confini romani e aprire la politica anche agli stranieri. Fu Claudio ad esiliare la prima volta Seneca accusandolo di adulterio. La moglie Agrippina riesce a far salire al trono suo figlio Nerone e chiama Seneca come suo precetto. In realtà Nerone era troppo giovane e così governarono la madre e Seneca. Nerone fa poi uccidere Agrippina ma Seneca resta comunque al suo fianco.
Anche Nerone è vicino alle culture orientali e viene ricordato come un folle egocentrico. E’ lui che fece costruire il Colosseo. A seguito dell’incendio di Roma Nerone fa allargare la sua villa e questo crea grande malcontento pubblico. Viene prepara una congiura contro Nerone detta dei Pisoni, ma viene scoperta e lo stesso Seneca, che finalmente si stava dedicando alla vita contemplativa che tanto aveva desiderato, viene condannato a morte perché ritenuto complice.


Seneca


I Dialoghi


Sono un gruppo di 10 opere di argomento filosofico. In questi Dialoghi Seneca parla sempre in prima persona , avendo come unico interlocutore il destinatario dell’opera. (differenza con Platone e Cicerone). I Dialoghi di Seneca risentono dell’influenza della tradizione diàtribica- stoica, che vede appunto una struttura molto più discorsiva, all’interno del quale l’autore si rivolge direttamente all’interlocutore. In questi dialoghi affronta vari temi come quello della morte*, che non viene vista come qualcosa di negativo né come la fine di tutto, ma come un passaggio a posto migliore. (consolatio ad Marciam e consolatio ad Polybium). Viene affrontato il tema dell’esilio, visto come un semplice mutamento di luogo, a che perché del resto il saggio per il suo cosmopolitismo è cittadino del mondo e nessuno potrà mai privarlo della virtù.(consolatio ad Helviam Matrem). All’interno di questi dialoghi troviamo anche un tono encomiastico e adulatori in particolare nei confronti di Claudio.
Vi sono poi dei dialoghi-trattati che espongono i punti di vista su determinati temi, sono il De ira: che parla appunto dell’ira che non è accettabile né mai giusta in quanto prodotta da un impulso che offusca la ragione, e simile alla follia. Il De brevettate vitae: dove viene spiegato che in realtà l’uomo ha a disposizione molto tempo, ma che spesso non sa sfruttarlo e quindi lo spreca, si riferisce sopratutto a quelli che lui chiama occupati , che si contrappongono al saggio, che è l’unico che sa come usare il tempo. Nel De vita beata espone la dottrina stoica e la felicità che deriva dal vivere secondo ragione e quindi secondo natura; si ha una forte polemica verso gli epicurei. Il De tranquillitate animi indica invece alcuni rimedi per vivere una vita tranquilla. Il De otio parla di come il saggio debba occupare il suo tempo, anche se in realtà non riuscirà mai ad essere coerente con i suoi principi. il De providentia spiega invece che in realtà non si è colpiti da dei mali ma da delle prove, mandate dagli dei che permettono all’uomo di perfezionarsi.
*Filosofia epicurea: non ha senso preoccuparsi per la morte perché quando c’è lei non ci siamo noi e viceversa. Filosofia stoica: non va temuta perché non c’è niente.

Il sistema filosofico di Seneca


Seneca non ha un sistema filosofico unitario , ma è come se ci fossero delle questioni sempre aperte a cui si aggiungono delle riflessioni. L’unico tema affrontato in modo più uniforme è quello del tempo, in particolare il tempo della vita. Riflette su quelle persone che occupano il loro tempo in svariate attività senza però occuparsi di se stesse. Alcune tematiche le possiamo ritrovare anche nello Zibaldone, sopratutto perché possiamo parlare di riflessioni filosofiche e non di una vera e propria filosofia.

I Trattati


Scritti quando Seneca si ritira a vita privata.
De Clementia: Emerge la sua teoria sulla monarchia illuminata, ovvero quella di Nerone. Elogia Nerone per la sua grande virtù, ovvero la clemenza. E’ un atteggiamento di moderazione che segna la differenza tra re giusto e tiranno , e che permette di garantire la stabilità di un impero, si parla di Teorizzazione del consenso.
La clemenza implica comunque la mancanza di parità di diritti, in quanto è la volontà del sovrano che si impone sui sudditi. Emerge dunque una dottrina politica stoica di cui Nerone è il sapiens.
De Beneficis: Seneca da dei precetti sul modo di dare e ricevere benefici, elemento che sta alla base del sistema sociale. E’ sempre presente però un rapporto di disparità tra chi da e chi riceve, in quanto non è un rapporto paritario perché il beneficio non è un regalo ma un dono.
Nell’affrontare argomenti e temi diversi il tema centrale delle sue opere resta il comportamento umano.
Le Naturales quaestionis: Parla di fisica, morale e logica. Lo scopo è simile a quello di Lucrezia ovvero liberare l’uomo dall’ignoranza. Seneca analizza il comportamento umano nei confronti della natura e critica chi sfrutta le proprie conoscenze per accrescere il proprio potere. All’interno emerge un progetto stoico di trovare un proprio posto all’interno del cosmos. Seneca ha una grande fiducia nel progresso scientifico.

Le Lettere


Le lettere a Lucilio sono lettere di argomento vario a stampo filosofico, che l’autore scrive ormai verso i 70 anni. La tematica predominante è il tempo. Sono anche pragmatiche in quanto ci da indicazioni su come vivere. Seneca conosce la vera ricchezza e da filosofo stoico afferma che tutto ciò che gli uomini desiderano è in realtà vano. E’ un’opera incompleta che viene catalogata con le lettere di stampo filosofico. Non si sa se sia un epistolario vero o fittizio . All’interno di queste opere Seneca cerca di indirizzare Lucilio alla Sapienza. Tramite le lettere Seneca propone ogni volta un elemento diverso su cui meditare, termina infatti con una gnome, ovvero una sentenza, infatti sembra che le lettere seguano una crescita spirituale di Lucilio, infatti si fanno sempre più complesse. La lettera stessa non permette la stesura di un sistema filosofico, in quanto prende spunto da momenti di vita quotidiana. Emerge che per Seneca l’ideale del sapiens è elitario e disprezza le masse, come è distante dalle passioni.
Le tragedie:
Riprende le trame dei modelli greci, prendendo solo gli aspetti peggiori, più cruenti e sanguinari, che colpiscono maggiormente il lettore o ascoltatore. E’ probabile che queste tragedie fossero solo descritte in quanto il teatro era passato di moda e gli stessi imperatori non avrebbero permesso la messa in scena di episodi tanto tragici, per questo si ha maggior interesse per la parola che per l’azione. Le tragedie più cruente sono la Medea, Fedra e Tieste.
Compose le Tragedie probabilmente nel periodo in cui era accanto a Nerone, e in quasi tutte le tragedie è presente la figura del tiranno , tratteggiata con termini negativi, così che fosse da insegnamento a Nerone.
Le passioni occupano un tema centrale e sono la causa di tutti i mali. Il significato morale si identifica quindi dalla lotta tra furor e razionalità, si interessa tanto delle passioni che spesso il carattere filosofico morale dell’opera viene meno.

L’Apokolokyntosis


Il titolo successivo latino che acquista è Lusus de morte Claudii. E’ un’operetta appartenente al genere della satira menippea, che Varrone Latino introduce a Roma, caratterizzata perla mescolanza di prosa e poesia e di temi seri e giocosi, è una satira completa in quanto non sono presenti elementi filosofici. In questa opera, che ha dovuto comporre in occasione della morte di Claudio, esprime tutto il suo odio verso questa figura che lo aveva perseguitato. Tutto inizia con le Parche che tagliano il filo di Claudio e Apollo intona un canto di gioia per Merone: Quando Claudio arriva da Giove questo non capisce le sue parole e incarica Ercole di tradurre ciò che stia dicendo. Gli dei si riuniscono per decidere cosa fare di lui, a questo punto interviene Augusto che dice che merita di essere punito. Claudio va così agli inferi passando prima dalla terra , mentre si sta svolgendo il suo funerale con toni ironici. Negli inferi dopo ave rincontrato persone che lui stesso aveva ucciso, viene richiamato come schiavo da Calligola.

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