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Petronio e il Satyricon

Petronio, scrittore latino dell’epoca neroniana, è l’autore del Satyricon. Il romanzo (anti-romanzo, in quanto la storia narrata si svolge sulle linee del romanzo classico ma con risvolti che sono in antitesi con esso) è stato definito anche come satira menippea in quanto è un misto di prosa e poesia (prosimetro).
Il romanzo tratta le vicende del giovane Encolpio e del perverso Ascilto, e oggetto delle loro tresche amorose è il furbastro efebo Gitone. La storia può esser suddivisa in sequenze.
- Nella prima sequenza Encolpio discute con Agamennone della crisi dell’oratoria e la colpa viene individuata nella scuola di retorica.
- Nella seconda sequenza vi è la corsa per tutta la città (Pozzuoli o Napoli) di Encolpio e del nuovo amico Ascilto, che si è unito alla coppia Encolpio-Gitone.
- Nella terza sequenza i tre sono raggiunti da Quartilla, sacerdotessa di Priapo (dio della sessualità) e, accusati di aver violato la cerimonia del dio, sono obbligati a partecipare ad un’estenuante orgia sessuale.

- La quarta sequenza è la più importante, quella in cui si svolge l’episodio della cena di Trimalcione. I tre vengono invitati da Agamennone alla cena di Trimalcione, un liberto, ex-schiavo arricchito, vanitoso, che ostenta in modo volgare la sua ricchezza. Ai convitati vengono offerte pietanze molto stravaganti che da un lato stupiscono gli invitati, dall’altro ingenerano in Encolpio un senso di disgusto. In seguito durante la cena Trimacione si lascia spesso sorprendere e intristire dal pensiero della morte, tanto da simulare la propria,
e i tre approfittano del frastuono e fuggono.
- Nella quinta sequenza vi è l’incontro con un poetastro, Eumolpo, il quale è intento a spiegare l’avvenimento della caduta di Troia ai presenti, che infastiditi lo prendono a sassate.
- Nella sesta e nella settima sequenza Ascilto scompare dal terzetto e il suo posto è preso da Eumolpo. I tre si imbarcano sulla nave di Lica, dove scoprono di avere dei nemici, Encolpio e Gitone si mascherano da schiavi ma, scoperti, fanno nascere una zuffa furibonda.
- Nella ottava sequenza vi è il naufragio della nave e i tre naufraghi si ritrovano a Crotone, dove scoprono che in quella città è ordinaria occupazione andare in cerca delle eredità dei vecchi senza figli. Allora Eumolpo si finge un vecchio senza prole e i suoi amici fingono di essere suoi schiavi così da scroccare diversi pranzi.
- Nell’ultima sequenza una ricchissima donna di nome Circe s’innamora di Encolpio, che l’avrebbe sedotta se Priapo non l’avesse reso impotente. Infine Eumolpo fa testamento, chiedendo ai suoi eredi che dopo la sua morte il suo corpo sia fatto a pezzi e mangiato da loro.
Tutto il testo è dominato da un atteggiamento di raffinato distacco, da una frustante, incisiva ironia: l’opera è in effetti uno straordinario reportage in forma di satira sulla decadente Roma neroniana. In questa opera Petronio ci offre, oltre ad una descrizione realista di quell’epoca, anche la descrizione di una situazione storicamente data. da un lato l’aristocrazia, un ceto che si avviava al tramonto irreversibile e, dall'altro, una classe che oggi potremmo definire di “parvenue”, che a livello economico domina la scena politica e mondana della Roma tardo-neroniana.
Petronio affronta anche il tema della decadenza della retorica, quando per bocca di Agamennone polemizza contro i declamatori. Altro tema trattato è la ‘morte’, che si riscontra nell’episodio della cena di Trimalcione. Si trattva, molto probabilmente, di un vizio dell’animo, tipico dell’età neroniana, nel momento in cui tutti potevano costatare che la vita di un uomo era appesa ad un filo sottilissimo, a volte addirittura al filo di un capriccio dell’imperatore.
L’ultimo tema trattato, quello della ricchezza e del sesso, è presente in tutto il racconto e mette in evidenza una sorta di pessimistica visione della vita e della realtà. L’attenzione non è soltanto contenutistica, ma è anche iconografica in quanto il famoso banchetto di Trimalcione risulta uno dei momenti filmici per eccellenza. Note sono le scene del Satyricon di Pier Paolo Pasolini ed anche le forti ispirazioni che ne trasse il grande Fellini.

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