APULEIO

Di Apuleio ci sono pervenuti pochissimi dati, sappiamo però che un elemento fondamentale della sua vita fu la magia, nacque intorno al 120-125 a Madauro in Algeria, studiò a Cartagine e perfezionò i suoi studi ad Atene e Roma. È un brillante oratore, viaggia molto procurandosi fama e prestigio per la sua rispettabilità. Soggiorna ad Oea, dove stringe amicizia con Ponziano, il quale gli fa sposare la madre Pudentilla, molto più anziana di lui. In seguito però alla morte di Ponziano i parenti di Pudentilla accusano Apuleio di aver sedotto la donna con filtri magici, ed egli si difende brillantemente nel processo per magia.

DE MAGIA
Il De magia, nota anche come Apologia, è un’orazione giudiziaria di autodifesa in occasione dell’accusa per magia. Nella prima parte egli elimina le accuse secondarie, come alcuni suoi comportamenti ritenuti immorali, per esempio fare uso del dentifricio e dello specchio, poi dal capitolo 25 egli confuta l’accusa distinguendo la magia volgare, come la intendevano i suoi nemici, dalla magia nobile, che lega l’uomo al divino e non interferisce nelle faccende umane. Questa sorta di equivalenza tra il filosofo e il mago si basa soprattutto sulla filosofia platonica di cui egli accentua le valenze mistiche e religiose. Essendo un’orazione giudiziaria, egli prende come suo modello Cicerone, in particolare la sua opera “Pro Caelio”.

FLORIDA E LE OPERE FILOSOFICHE
I Florida sono 23 estratti di conferenze, di ampiezza disuguale, in cui la conversazione è varia e brillante, dal carattere encomiastico, celebrativo, ma anche descrittivo. Il contenuto è molto vario, ma anche superficiale, egli intende parlare di qualsiasi argomento. In uno dei brani dei Florida, Apuleio si definisce filosofo, come anche nel De Magia. Una conferenza di argomento filosofico appunto è il De deo Socratis in cui egli parla del demone, che a detta di Socrate, tratteneva il filosofo dal commettere errori, e si sofferma sui demoni in generale, mediatori tra il mondo umano e divino.
Ci sono giunti di Apuleio alcuni trattati filosofici come il De Platone, in cui si espone la biografia e la dottrina di Platone, e il De mundo, la traduzione latina di un’opera greca anonima.

LE METAMORFOSI
Le Metamorfosi, è un romanzo in 11 libri conosciuto anche come L’asino d’oro. La trama presenta somiglianze con un’opera greca, Lucio o l’asino, però le due opere differiscono in quanto quella greca è stilisticamente poco curata ed è più breve rispetto alle Metamorfosi. Con questo romanzo Apuleio continua la tradizione della favola Milesia, però per il messaggio religioso, non può ridursi solo a questa matrice. Lucio parla in prima persona, egli è in viaggio per Ipata, città della Tessaglia, egli è colto dal desiderio di imparare l’arte della magia a causa della sua curiositas, che lo porta a molte disavventure. Giunto a Ipata e ospite in casa di Milone, la cui moglie è una maga, egli ha una relazione con la loro serva, Fòtide, e le chiede di provare un unguento della padrona per trasformarsi in un gufo, ma sfortunatamente egli diviene un asino, e l’unico rimedio per poter tornare uomo è mangiare delle rose, ma egli viene catturato da briganti ed è costretto a lavorare pesantemente, qui sente raccontare da una vecchietta la favola di Amore e Psiche, che è la più lunga inserzione narrativa del romanzo, occupa la fine del libro IV, tutto il V, e parte del VI: In una città di fantasia vivono un re e una regina che hanno tre figlie, l’ultima si chiama Psiche (in greco significa “anima”), ella è talmente bella che Venere ne è gelosa, così viene esposta su una roccia per essere preda di un drago, ma Amore, figlio di Venere, se ne innamora e la porta via tramite il vento Zefiro in un castello incantato dove le fa visita solo di notte senza mai lasciarsi vedere. Psiche si sente sola nel castello, e invita le sue due sorelle, che però, essendo invidiose, le suggeriscono di andare nella camera di Amore, lei lo vede dormire e subito se ne innamora, ma a causa di una goccia di olio bollente che cade dalla lampada, Amore scappa, l’incantesimo viene rotto e Psiche cerca l’amato, Venere le impone di superare quattro prove tra cui la discesa negli inferi, Amore interviene per salvarla, e dalle loro nozze nasce Voluptas.

Ritornando a Lucio-asino, subisce molte disavventure, liberatosi dei briganti cade in balia di uomini violenti, poi sacerdoti, un mugnaio, ortolano, cuoco, soldato, pasticciere. Quando sta per cadere preda delle fiere del circo riesce a fuggire e si getta nel mare vicino Corinto, invoca la luna, simbolo di Iside. La dea ha pietà di lui e gli insegna le pratiche per esserle devota, grazie a Iside riesce a mangiare delle rose, e poi per completare la sua iniziazione si reca a Roma dove diviene devoto anche di Osiride.
Nella conclusione del romanzo Lucio sembra identificarsi con l’autore. Nel romanzo possono distinguersi tre sezioni narrative:
• La prima corrisponde ai primi 3 libri che contengono le vicende di Lucio fino alla trasformazione in asino.
• La seconda corrisponde ai libri IV-X ed è la più ampia, tratta delle peripezie di Lucio-asino e ci sono numerose inserzioni narrative tra cui quella di Amore e Psiche, a differenza della prima sezione questa non è organica, ma disordinata. Per questo potremmo definire la struttura “paratattica”, poiché un’avventura viene accostata all’altra. Ha la tipica struttura quindi del romanzo picaresco in cui ci sono episodi accresciuti a piacere.
• La terza corrisponde al libro XI e comprende la conversione di Lucio al culto di Iside, il ritorno alla forma umana, e l’adesione al culto di Osiride. Il fatto che i libri del romanzo siano 11 è insolito, ma ha un valore simbolico perché nella religione di Iside l’iniziazione avveniva nel giorno 11, dopo 10 giorni di preparazione. Quest’ultima parte è molto diversa dalle altre due, caratterizzate da avvenimenti erotici e ridicoli. Per bocca del sacerdote di Iside Apuleio spiega il significato della vicenda: Lucio diviene asino per aver ceduto alla sua curiositas, cerca di violare le leggi della natura ricorrendo alla magia, e solo la provvidenza della dea Iside potrà salvarlo.
L’impostazione dell’opera fa sì che la forma è aperta, libera, già l’altro romanzo, il Satyricon di Petronio, ci ha rivelato una molteplicità di tematiche e toni, ma le Metamorfosi accentuano tale caratteristica inserendo interessi filosofico-religiosi. L’autore ha un duplice intento, vuole divertire il lettore tramite anche gli elementi erotici che hanno come tema principale l’adulterio, ma vuole anche istruire, come nella conclusione e nella novella di Amore e Psiche, poiché simbolicamente Psiche allude all’anima umana, e inoltre Amore in conclusione sceglie autonomamente di salvare l’amata, e non per ottenere meriti. Ci sono anche elementi autobiografici come per esempio la magia, l’adesione a riti misterici. Egli intende comunque continuare qui l’accusa per magia iniziata nel De Magia, infatti qui la magia è negativa, porta alla trasformazione in asino, mentre la religione è vista in senso positivo, perché salva Lucio, è qualcosa di miracoloso. Per quanto riguarda la lingua e lo stile l’elaborazione stilistica è molto raffinata, sono frequenti figure retoriche, parole rare, ma anche colloquialismi.

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